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Vita

David Grossman – Ricordo di averti

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Cos’è successo veramente? Ricordo di averti visto.
C’era della gente intorno a te, la conversazione era animata, ma tu non vi partecipavi.
Improvvisamente le tue labbra si sono piegate in un sorriso strano, lacrimoso, no, peggio ancora, il sorriso di una persona che ha appena saputo di aver perso anche l’ultima speranza, l’ultimo desiderio, nientemeno.
Pur sapendo fin dall’inizio che sarebbe finita così e che avrebbe dovuto continuare a vivere con quella perdita…
In quel momento io sono entrato nella tua vita.
Un momento un po’ strano e non felice, ma non ho avuto nemmeno il tempo di esitare perché ho visto il mio nome in fondo al tuo sorriso e mi sono tuffato.

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Elena Loewenthal – Quando una malattia …

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Quando una malattia incurabile si porta via il compagno di una vita, si vive il tempo del lutto.
Ma anche questo passa, e resta l’assenza a decantare i ricordi e a definire il perimetro incerto di una solitudine che attraversa il corpo e le emozioni, con il suo peso quasi intollerabile.
La scomparsa di chi si è amato dona sensazioni diverse e inquietanti, compresa la certezza che a perdersi è anche quella parte di sé che era l’oggetto dei pensieri dell’altro.
Una certezza che sgomenta, una sorta di fibrillazione interiore che torna a farsi sentire a ogni passo e che fa capire quanto sia difficile dire veramente addio.

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James Rhodes – Ma il dato inconfutabile ..

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Ma il dato inconfutabile è che la musica mi ha letteralmente salvato la vita, come credo abbia fatto con una miriade di altre persone.
Dona compagnia quando c’è solitudine, comprensione quando c’è confusione, consolazione quando c’è disperazione, ed energia pura e incontaminata quando non sei che un guscio vuoto, affranto e senza forze.

QUI la versione originale Inglese

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Edward Estlin Cummings – Santa Claus

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Morte: Qualcosa che non va, fratello?
Santa Claus: Sì.
Morte: Sei malato?
Santa Claus: Sì, sono malato, ma nel cuore. Sono accorato.
Morte: Qual è il problema? Su, dillo.
Santa Claus: Ho così tanto da donare! E nessuno è disposto a prendere…
Morte: Anch’io ho un problema di distribuzione, ma nell’altro senso.
Santa Claus: Nell’altro senso?
Morte: Esatto.
Santa Claus: E cioè?
Morte: Voglio dire che ho così tanto da prendere e nessuno vuol dare.
Santa Claus: Strana cosa.
Morte: […] Ora, riguardo a quest’indole indonabile che tu tenti di donare, questo dono che nessuno è capace di prendere – che cos’è esattamente?
Santa Claus: Non lo so.
Morte: Io invece lo so.
Santa Claus: Davvero?
Morte: Sì. È il dono dell’intesa, il dono dell’intendere.
Santa Claus: Il dono dell’intesa?
Morte: Sì: il dono dell’intesa.
Santa Claus: Ma dimmi, come fai a saperlo?
Morte: Sei tu che me l’hai detto quando mi hai risposto «Non lo so». E me l’hai ...

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Massimo Bisotti – Chissà se ti capiterà ..

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Chissà se ti capiterà ancora quella vera seduzione che si immerge nel respiro.
Chissà com’è che ti ammali di solitudine sempre quando sei in mezzo a tanta gente e la tua mente si spegne, se ne vorrebbe andare, mentre continui a parlare.
E tu sai che nessuno si accorge che in fondo non ci sei.

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Amanda Davis – Sai perché gli indiani

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Sai perché gli indiani preferiscono le costruzioni circolari, gli edifici rotondi?”
“Perché?”
“Non ci sono ombre in una stanza rotonda. Non ci sono angoli dove gli spiriti possano nascondersi.”
“Vivi una vita rotonda”, disse alla fine, piano, con gli occhi chiusi “Vivi una vita rotonda e non avrai un posto dove nasconderti né niente da cui scappare”.

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