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Vecchiaia

Margaret Mazzantini – Sua nonna pianse

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Sua nonna pianse.
Il suo viso anziano si mise a navigare e sembrava non volersi asciugare mai più.
Fu una scena bruttissima.
Pensò che era incredibilmente ingiusto guardare un vecchio piangere.
Più ingiusto di qualsiasi cosa al mondo.

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Alda Merini – Il sole dei vecchi

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Il sole dei vecchi è un sole stanco.
Trema come una stella e non si fa vedere, ma solca le acque d’argento dei notturni favori.
E tu che hai le mani piene d’amore per i vecchi, sappi che sono fanciulli attenti al loro pudore.

 

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Bruno Ferrero – Siamo tutti pieni di ferite ..

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Ogni giorno, un contadino portava l’acqua dalla sorgente al villaggio in due grosse anfore che legava sulla groppa dell’asino, che gli trotterellava accanto.
Una delle anfore, vecchia e piena di fessure, durante il viaggio, perdeva acqua.
L’altra, nuova e perfetta, conservava tutto il contenuto senza perderne neppure una goccia.
L’anfora vecchia e screpolata si sentiva umiliata e inutile, tanto più che l’anfora nuova non perdeva l’occasione di far notare la sua perfezione: “Non perdo neanche una stilla d’acqua, io!”.
Un mattino, la vecchia anfora si confidò con il padrone: “Lo sai, sono cosciente dei miei limiti. Sprechi tempo, fatica e soldi per colpa mia. Quando arriviamo al villaggio io sono mezza vuota. Perdona la mia debolezza e le mie ferite”.
Il giorno dopo, durante il viaggio, il padrone si rivolse all’anfora screpolata e le disse: “Guarda il bordo della strada”.
“È bellissimo, pieno di fiori”.
“Solo grazie a te”, disse il padrone. “Sei tu che ogni giorno innaffi il bordo ...

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Carlos Drummond De Andrade – È molto tempo ..

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È molto tempo, si, che non ti scrivo.
Sono invecchiate tutte le notizie.
Sono invecchiato anch’io: guarda, in rilievo, questi segni su di me, non delle carezze (così leggere) che mi facevi in viso: sono ferite, spine, sono ricordi lasciati dalla vita al tuo bambino, che al tramonto perde la sapienza dei bambini.
La mancanza che ho di te non è tanto all’ora di dormire, quando dicevi “Dio ti benedica”, e la notte si spalancava in sogno.
E quando, allo svegliarmi, vedo a un angolo la notte accumulata dei miei giorni, e sento che sono vivo, e che non sogno.

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Anonimo – Lettera di un padre al figlio

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Se un giorno mi vedrai vecchio:
se mi sporco quando mangio e non riesco a vestirmi…
abbi pazienza,
ricorda il tempo che ho trascorso ad insegnartelo.
Se quando parlo con te ripeto sempre le stesse cose,
non mi interrompere… ascoltami,
quando eri piccolo dovevo raccontarti ogni sera la stessa storia finché non ti addormentavi.
Quando non voglio lavarmi non biasimarmi e non farmi vergognare…
ricordati quando dovevo correrti dietro inventando delle scuse perché non volevi fare il bagno.
Quando vedi la mia ignoranza per le nuove tecnologie, dammi il tempo necessario e non guardarmi con quel sorrisetto ironico:
ho avuto tutta la pazienza per insegnarti l’abc;
quando ad un certo punto non riesco a ricordare o perdo il filo del discorso…
dammi il tempo necessario per ricordare e se non ci riesco non ti innervosire:
la cosa più importante non è quello che dico ma il mio bisogno di essere con te ed averti lì che mi ascolti.
Quando le ...

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Romano Battaglia – Nell’autunno della vita

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Nell’autunno della vita, ci sono giorni nei quali i rimpianti si trasformano in speranze e le speranze, come foglie ingiallite, assumono l’aria accigliata di rimpianti.

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