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Speranza

George Jung – Ciao, papà…

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Ciao, papà…
sai, mi ricordo una vita fa .. quando ero poco più alto di un metro, pesavo al massimo 30 chili, ma ero ancora tuo figlio.
Quei sabati mattina che andavo a lavorare col mio papà e salivo su quel grande camion verde.
Mi sembrava che quello fosse il camion più grande dell’universo, papà.
Mi ricordo quant’era importante il lavoro che facevamo..e che, se non era per noi, la gente sarebbe morta di freddo.
Per me tu eri l’uomo più forte del mondo, papà.
Ti ricordi quei filmini quando mamma si vestiva come Loretta Young? E i gelati, le partite di football, Wayne e Tonno? Il giorno che partii per la California per poi tornare a casa con l’FBI che mi dava la caccia, e quell’agente dell’FBI che dovette mettersi in ginocchio per mettermi le scarpe, e tu dicesti “Quello è il tuo posto figlio di puttana: ad allacciare le scarpe a George”.
Quella si che fu bella…
Fu ...

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Joseph O’ Connor – Indosso il pensiero ..

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Indosso il pensiero di te come una sciarpa da cui non riesco a separarmi, come il maglione più morbido, l’unico che sa abbracciarmi.
L’ho portato così tanto con me, questo pensiero, questo desiderio, che ormai è consunto, liso, non mi scalda più.
E mi chiedo: la posso rammendare, la speranza di te?

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Charlie Chaplin – L’amore è tutto.

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Mi dispiace, ma io non voglio fare l’Imperatore, non è il mio mestiere, non voglio governare né conquistare nessuno, vorrei aiutare tutti se possibile, ebrei, ariani, uomini neri e bianchi, tutti noi esseri umani dovremmo aiutarci sempre, dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo, non odiarci e disprezzarci l’un l’altro.
In questo mondo c’è posto per tutti, la natura è ricca, è sufficiente per tutti noi, la vita può essere felice e magnifica, ma noi l’abbiamo dimenticato.
L’avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell’odio, ci ha condotti a passo d’oca fra le cose più abbiette, abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi.
La macchina dell’abbondanza ci ha dato povertà, la scienza ci ha trasformato in cinici, l’avidità ci ha resi duri e cattivi, pensiamo troppo e sentiamo poco.
Più che macchinari ci serve umanità, più che abilità ci serve bontà e gentilezza, senza queste qualità la vita è violenza e tutto ...

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Marc Levy – Lascia che ti conduca

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«Zofia ho paura…»
«Anch’io.
Lascia che ti conduca nel mio mondo, potrò seguire ogni tuo passo, conoscerò i tuoi risvegli, inventerò le tue notti, rimarrò accanto a te.
Cancellerò il destino, ricucirò ogni ferita.
Nei giorni di rabbia ti legherò le mani perché tu non ti ferisca, incollerò la mia bocca alla tua per soffocare le tue grida e nulla sarà come prima, e se sarai solo, lo saremo in due.»
Lucas la prese tra le braccia e, sfiorandole la guancia, le accarezzò l’orecchio con il suono serio della voce:
«Se sapessi quanta strada ho percorso per arrivare a te.
Non sapevo, Zofia, mi sono sbagliato, e ogni volta ho ricominciato con più gioia, più fierezza.
Vorrei che il tempo si fermasse per viverlo, scoprirti e amarti come meriti, ma questo tempo ci lega senza appartenerci.
Io sono di un altro mondo, dove tutto è nessuno e unico; io sono il male e tu il bene, sono la tua differenza, ...

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Francesco Guccini – Sancho ascoltami,

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Sancho ascoltami, ti prego, sono stato anch’io un realista,
ma ormai oggi me ne frego e, anche se ho una buona vista,
l’apparenza delle cose come vedi non m’inganna,
preferisco le sorprese di quest’anima tiranna
che trasforma coi suoi trucchi la realtà che hai lì davanti,
ma ti apre nuovi occhi e ti accende i sentimenti.
Prima d’oggi mi annoiavo e volevo anche morire,
ma ora sono un uomo nuovo che non teme di soffrire…

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Paulo Coelho – Risparmiando l’energia che resta

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Due rabbini tentano, in tutte le maniere, di portare conforto spirituale agli ebrei nella Germania nazista.
Per due anni, anche se con una paura terribile, ingannano la Gestapo – la temibile polizia di Adolf Hilter – e svolgono le funzioni religiose in varie comunità.
Alla fine vengono scoperti e arrestati.
Uno dei rabbini, terrorizzato per ciò che può accadere nel futuro, non fa che pregare.
L’altro, al contrario, passa l’intera giornata a dormire.
“Perché vi comportate così?”, domanda il rabbino spaventato.
“Per salvaguardare le mie forze. So che d’ora in avanti ne avrò bisogno”.
“Ma non avete paura? Non sapete che cosa può succedere?”.
“Ero in preda al panico fino al momento dell’arresto.
Ora che mi trovo in questa cella, a che cosa serve temere ciò che è già successo?
Il tempo della paura è finito. Ora comincia il tempo della speranza“.

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