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Fidel Castro – Lettera al Presidente Roosevelt

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Santiago de Cuba
Nov 6 1940

Signor Franklin Roosvelt,
Presidente degli Stati Uniti.

Mio buon amico Roosvelt non conosco molto l’inglese, ma ne conosco abbastanza per scriverti.

Mi piace sentire la radio e sono molto felice, perché ho sentito che sarai presidente per un nuovo periodo.

Ho dodici anni. Sono un ragazzo ma penso molto, ma non credo che sto scrivendo al Presidente degli Stati Uniti.

Se ti va, dammi un biglietto verde da dieci dollari americano, nella lettera, perché non ho mai visto un biglietto verde da dieci dollari americano e mi piacerebbe averne uno

Il mio indirizzo è:
Sr Fidel Castro
Colegio de Dolores
Santiago de Cuba
Oriente Cuba

Non conosco molto l’inglese, ma so molto lo spagnolo e suppongo che tu non conosca molto spagnolo ma conosci molto l’inglese perché sei americano, ma io non sono americano.
(Grazie mille)
Addio. Tuo amico,
(Firmato)
Fidel Castro

Se vuoi ferro per fare le navi ti mostrerò le più grandi ...

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Arthur Schopenhauer – Il dilemma del porcospino

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Il dilemma del porcospino
Una compagnia di porcospini, in una fredda giornata d’inverno, si strinsero vicini, per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati.
Ben presto, però, sentirono il dolore delle spine reciproche; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l’uno dall’altro.
Quando poi il bisogno di scaldarsi li portò di nuovo a stare insieme, si ripeté quell’altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro tra due mali: il freddo e il dolore.
Tutto questo durò finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione.

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Jorge Bucay – L’elefante incatenato

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Quando ero piccolo adoravo il circo, mi piacevano soprattutto gli animali.
Ero attirato in particolar modo dall’elefante che, come scoprii più tardi, era l’animale preferito di tanti altri bambini.
Durante lo spettacolo quel bestione faceva sfoggio di un peso, una dimensione e una forza davvero fuori dal comune.
Ma dopo il suo numero, e fino ad un momento prima di entrare in scena, l’elefante era sempre legato ad un paletto conficcato nel suolo, con una catena che gli imprigionava una delle zampe.
Eppure il paletto era un minuscolo pezzo di legno piantato nel terreno soltanto per pochi centimetri.
E anche se la catena era grossa e forte, mi pareva ovvio che un animale in grado di sradicare un albero potesse liberarsi facilmente di quel paletto e fuggire.
Era davvero un bel mistero.
Che cosa lo teneva legato, allora?
Perché non scappava?
Quando avevo cinque o sei anni nutrivo ancora fiducia nella saggezza dei grandi.
Allora chiesi a un maestro, a ...

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Julio Cortázar – Sono l’orso dei tubi

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Sono l’orso dei tubi della casa, mi arrampico per i tubi nelle ore del silenzio, i tubi dell’acqua calda, del riscaldamento, dell’aria condizionata, vado lungo i tubi da un appartamento all’altro e sono l’orso che va per i tubi.
Credo di essere stimato perché il mio pelo mantiene pulite le condutture, incessantemente corro nei tubi e non c’è niente che mi diverta di più che passare da un piano all’altro lungo i tubi.
Qualche volta tiro fuori una zampa dal rubinetto e la ragazza del terzo piano strilla che si è bruciata oppure grugnisco dal fornello del secondo e Guglielmina, la cuoca, si lamenta che oggi la canna tira male.
Di notte sto zitto ed è quando più leggero mi muovo, mi affaccio al tettuccio del camino per vedere se lassù balla la luna, e mi infiltro come il vento fino alla caldaia in cantina.
E d’estate nuoto di notte nella cisterna punteggiata di stelle, mi lavo la faccia prima ...

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Alba Marcoli – Un giorno il vento

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Un giorno il vento trasportò lontano il seme di un fiore di campagna e lo depose vicino ad un vivaio pieno di fiori coltivati, perfetti, piantati per essere ammirati e comprati, tutti uguali e con i petali perfettamente identici.
Il terreno era buono, il clima ottimo e dal seme spuntò presto una piantina. Quando fu abbastanza grande, si guardò intorno e si disse: “Come sono piccola e brutta rispetto a quei fiori dal portamento così nobile! E come sono piene di imperfezioni le piantine che mi circondano! Voglio fare amicizia solo con i fiori perfetti”.
E così cercò di parlare con loro e ogni giorno gli mandava dei messaggi col vento, ma i fiori perfetti non rispondevano mai: avevano troppi pensieri a occuparsi di sé per poterne avere anche per un fiore di campagna così diverso e poco appariscente.
Ma la nostra piantina ne soffrì moltissimo e ne fu tanto umiliata che invece di seguire il suo progetto, che era ...

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Anthony De Mello – Un giorno, mi trovavo

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Un giorno, mi trovavo sulle coste irlandesi e vidi arrivare uno stormo di oche selvatiche di ritorno dall’Islanda.
Mentre le stavo osservando, mi si avvicinò un uomo che mi raccontò di come si svolge il loro viaggio.
Mi spiegò che lo stormo poteva giungere a destinazione solo se i suoi componenti si fossero aiutati a vicenda.
Mi disse che le oche volano sempre in una caratteristica formazione a V, e che se ogni uccello mantiene la corretta posizione, l’aria crea un sostegno di cui gode tutto lo stormo.
E se un elemento esce dalla fila, gli altri sentono subito aggravarsi il peso e la fatica del volo.
Mi disse inoltre che davanti a tutti si mette l’uccello più forte e questo detiene il comando per tutto il tempo che gli è possibile, spostandosi poi nella posizione più arretrata, quando non riesce più a mantenere un’adeguata velocità.
Ma dal fondo continua a lanciare un grido di incitamento, per incoraggiare quelli davanti ...

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