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Perfezione

Alessandro D’Avenia – Nelle cose di questo mondo

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Nelle cose di questo mondo è meglio tenersi lontani dalla perfezione: la luna quando è piena comincia a calare, la frutta quando è matura cade, il cuore quando è felice già teme di perdere quella gioia, l’amore quando raggiunge l’estasi è già passato.
Solo le mancanze assicurano la bellezza, solo l’imperfezione aspira all’eternità…

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Bruno Ferrero – Siamo tutti pieni di ferite ..

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Ogni giorno, un contadino portava l’acqua dalla sorgente al villaggio in due grosse anfore che legava sulla groppa dell’asino, che gli trotterellava accanto.
Una delle anfore, vecchia e piena di fessure, durante il viaggio, perdeva acqua.
L’altra, nuova e perfetta, conservava tutto il contenuto senza perderne neppure una goccia.
L’anfora vecchia e screpolata si sentiva umiliata e inutile, tanto più che l’anfora nuova non perdeva l’occasione di far notare la sua perfezione: “Non perdo neanche una stilla d’acqua, io!”.
Un mattino, la vecchia anfora si confidò con il padrone: “Lo sai, sono cosciente dei miei limiti. Sprechi tempo, fatica e soldi per colpa mia. Quando arriviamo al villaggio io sono mezza vuota. Perdona la mia debolezza e le mie ferite”.
Il giorno dopo, durante il viaggio, il padrone si rivolse all’anfora screpolata e le disse: “Guarda il bordo della strada”.
“È bellissimo, pieno di fiori”.
“Solo grazie a te”, disse il padrone. “Sei tu che ogni giorno innaffi il bordo ...

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Alessandro D’Avenia – La perla dice che

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Nessuna perla è uguale all’altra.
Nessuna perla è mai perfettamente simmetrica.
E nelle cose di questo mondo è meglio tenersi lontani dalla perfezione: la luna quando è piena comincia a calare, la frutta quando è matura cade, il cuore quando è felice già teme di perdere quella gioia, l’amore quando raggiunge l’estasi è già passato.
Solo le mancanze assicurano la bellezza, solo l’imperfezione aspira all’eternità.
La perla se ne sta lì con quella sua irraggiungibile imperfezione, nata dal dolore.
E dall’amore che lo abbraccia.
La perla dice che la felicità non è in ciò che dura un giorno e poi passa, ma si cela là dove non si inciampa nella morte, e se vi s’inciampa è solo per una nuova nascita.
E questa trasformazione non si chiama felicità, ma gioia di vivere.

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Jill Bolte Taylor – Ma … sapevo di stare bene

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Ma, per quanto sembri incredibile, anche se non riuscivo a camminare né a parlare, non capivo quello che mi veniva detto, non ero in grado né di leggere né di scrivere, e nemmeno di girarmi su un fianco, sapevo di stare bene!
La mente intellettuale dell’emisfero sinistro, fuori uso, non inibiva più la mia consapevolezza innata di essere la miracolosa potenza della vita.
Sapevo che ero cambiata, ma mai, neanche una volta, la mente destra mi insinuò il dubbio di poter essere qualcosa di «meno» di quello che ero stata fino ad allora.
Ero semplicemente un essere di luce che irradiava vita nel mondo.
Che avessi o non avessi un corpo o un cervello capaci di mettermi in rapporto con il mondo degli altri, mi vedevo come un capolavoro cellulare.
In assenza del giudizio negativo dell’emisfero sinistro, mi sentivo perfetta, intera e bella così com’ero.

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Tiziano Terzani – La meta, per Tiziano ..

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La meta, per Tiziano, è stata la strada, il cammino.
Una curiosità continua lo spingeva avanti.
La sua aspirazione alla perfezione gli impediva di accontentarsi di quel che a un certo momento poteva aver raggiunto: cercava di più, di meglio, avanti, sempre avanti…
La serenità della sua fine nasceva dal superamento di un’infinita inquietudine, di un’eterna insoddisfazione.

 

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Roberto Vecchioni – Un mondo perfetto dimostrerebbe l’inutilità di Dio

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- Non ti è mai venuto il sospetto che l’errore imprevisto, inimmaginabile, sia proprio la prova della mia esistenza?
Se le vicende degli uomini rispondessero sempre a una concatenazione mai disillusa di cause ed effetti, ciò dimostrerebbe che il mondo è regolato solo ed esclusivamente dalla meccanica della materia, dalla sua fisica, dalla sua chimica, ogni atto non potrebbe essere che la conseguenza di una precisa premessa: non spunterebbero, dietro la curva, camion contromano; non esisterebbero malattie inguaribili; non finirebbe, da un giorno all’altro, un grande amore.
Un mondo perfetto dimostrerebbe l’inutilità di Dio, ne negherebbe l’esistenza.
Un mondo di apparenti errori, di inaspettate eccezioni ci dà al contrario la certezza della sua esistenza. In una natura che si è generata da sé ogni casualità è fuor di discussione, solo Dio mette in conto il caso: «La casualità è soltanto il travestimento assunto da un Dio che vuol passeggiare in incognito per le strade del mondo».
Ma perché?
- Il ...

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