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Morte

Elena Loewenthal – Quando una malattia …

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Quando una malattia incurabile si porta via il compagno di una vita, si vive il tempo del lutto.
Ma anche questo passa, e resta l’assenza a decantare i ricordi e a definire il perimetro incerto di una solitudine che attraversa il corpo e le emozioni, con il suo peso quasi intollerabile.
La scomparsa di chi si è amato dona sensazioni diverse e inquietanti, compresa la certezza che a perdersi è anche quella parte di sé che era l’oggetto dei pensieri dell’altro.
Una certezza che sgomenta, una sorta di fibrillazione interiore che torna a farsi sentire a ogni passo e che fa capire quanto sia difficile dire veramente addio.

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Edward Estlin Cummings – Santa Claus

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Morte: Qualcosa che non va, fratello?
Santa Claus: Sì.
Morte: Sei malato?
Santa Claus: Sì, sono malato, ma nel cuore. Sono accorato.
Morte: Qual è il problema? Su, dillo.
Santa Claus: Ho così tanto da donare! E nessuno è disposto a prendere…
Morte: Anch’io ho un problema di distribuzione, ma nell’altro senso.
Santa Claus: Nell’altro senso?
Morte: Esatto.
Santa Claus: E cioè?
Morte: Voglio dire che ho così tanto da prendere e nessuno vuol dare.
Santa Claus: Strana cosa.
Morte: […] Ora, riguardo a quest’indole indonabile che tu tenti di donare, questo dono che nessuno è capace di prendere – che cos’è esattamente?
Santa Claus: Non lo so.
Morte: Io invece lo so.
Santa Claus: Davvero?
Morte: Sì. È il dono dell’intesa, il dono dell’intendere.
Santa Claus: Il dono dell’intesa?
Morte: Sì: il dono dell’intesa.
Santa Claus: Ma dimmi, come fai a saperlo?
Morte: Sei tu che me l’hai detto quando mi hai risposto «Non lo so». E me l’hai ...

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Virginia Woolf – Caro Amore

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Caro Amore,
guardare in faccia la vita, guardarla attentamente e capirla al fine unico di comprenderla, amarla, e scegliere di metterla da parte, scegliere di lasciarla alla sua bellezza universale e andarsene insieme agli anni vissuti e trascorsi insieme.
Ai giorni. All’amore.
Andarsene via insieme a tutto quello che la vita stessa unita alla consapevolezza della morte e al desiderio intrinseco di quest’ultima ci hanno regalato.
E poi attimi. Istanti eterni…
Lasciarsi guidare in un mondo che volevo ma che non hai voluto tu.
Fa che sul mio viso non scompaia mai il tuo sorriso, il tuo amarmi e il mio non voler… cosa?
Farmi amare, forse.
Farti soffrire, probabilmente.
Mostrarti parti di me che spaventano persino me stessa, sicuramente.
Me ne andrò dalla tua vita, per non farci ulteriormente del male, per non urtarci con i nostri ricatti morali, con il nostro troppo e il nostro troppo poco.
Quando verrà la tua assenza mi sentirò impreparata, ancora legata a ...

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Sergio Bambarén – Sognatore?

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«Sognatore?»
«Sì, amica mia?»
«Io un giorno morirò come le stelle?»
«Vorrei poterti dire di no, ma succederà.»
«E tu? Anche tu morirai?»
«Eh, sì.»
«Perché dobbiamo morire quando la vita è così bella?»
«Un uomo geniale e semplice affermò che la morte è la migliore invenzione della vita, perché spazza via il vecchio per far spazio al nuovo. Quest’uomo, Steve Jobs, ha rivoluzionato il nostro modo di comunicare. L’ho ammirato, tuttavia non sono mai stato d’accordo con questa sua asserzione.»
«Perché?»
«Perché ogni giorno che passa sono sempre più convinto che sia impossibile scoprire tutti i meravigliosi tesori dell’universo in una singola breve vita. Io mi considero fortunato, perché sento di averne vissute cento nell’arco di una sola. Ma, Chiqui, vorrei tanto poter vivere in eterno.»
«Però dovremo morire, che ci piaccia o no», concluse Chiqui con tristezza.
«Non ho scritto io le regole, amica mia. Tutto quel che possiamo fare è vivere il tempo che ci è dato ...

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Paul Kalanithi – Lettera a mia figlia

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Durante la scuola di specializzazione c’è un detto: i giorni durano a lungo, ma gli anni sono brevi.
Durante il tirocinio in neurochirurgia le giornate di solito iniziano poco prima delle 6 del mattino e finiscono al termine dell’intervento che dipende, in parte, da quanto sei stato veloce in sala operatoria.
L’abilità di uno specializzando in chirurgia solitamente viene valutata in base alla sua tecnica e alla sua velocità.
Non puoi essere indeciso, né lento.
Dalla prima sutura chirurgica in poi, mettici troppo tempo cercando di essere preciso e il tuo tutore annuncerà “Sembra che abbiamo un chirurgo plastico tra noi!”. Oppure dirà: “Ho capito la tua strategia – quando avrai finito di cucire la parte superiore della ferita, quella inferiore sarà guarita da sola. Metà del lavoro – brillante!”
Uno specializzando capo consiglierà alle matricole di “Imparare ad essere veloci – potete diventare bravi dopo”.
Gli occhi di tutti sono sempre sull’orologio.
Per il bene del paziente: da quanto ...

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Giorgio Panariello – Ero preparato

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Ero preparato a vederti andare via: stavi male da tempo, sapevo che sarebbe stata questione di settimane. Ma quando te ne sei andato, quando sono rientrato a casa e non c’era più il tuo bau a salutarmi… Ecco, in quel momento ho capito quanto lancinante potesse essere il dolore di perderti. Mai nella mia vita avrei pensato di stare così male. Ho pianto tutto il giorno, e il successivo, e chissà per quanto ancora.
Sì, quando ti ho portato a casa pensavo che saresti stato un perfetto nano da giardino, un bellissimo cane da mostrare a chi fosse venuto a trovarmi. Invece sei diventato un figlio per me. Mi hai cambiato, in meglio: per questo dico che non te ne sei mai andato davvero. Sei sempre qui, da qualche parte nel mio cuore e nel mio cervello.
Sai, amico mio, anche se sono passati tre anni da quando non ci sei più, vivi nei miei pensieri. E non solo in ...

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