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Mente

Jill Bolte Taylor – Cercate di immaginare che cosa provereste ..

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Cercate di immaginare che cosa provereste a vedere le vostre facoltà naturali abbandonare una dopo l’altra la coscienza.
Prima perdete la capacità di dare un senso ai suoni che vi giungono alle orecchie.
Non siete sordi, semplicemente i suoni sono per voi soltanto caos e rumore.
Poi non riuscite più a distinguere le forme nello spazio.
Non siete ciechi, è che non vedete più in maniera tridimensionale e non riconoscete i colori.
Vi è praticamente impossibile seguire un oggetto in movimento o identificare con chiarezza i confini delle cose.
Inoltre, gli odori più comuni si amplificano talmente da sopraffarvi e togliervi il respiro.
Incapaci di percepire la temperatura, la vibrazione, il dolore, la posizione delle vostre membra (propriocezione), perdete la consapevolezza dei vostri confini fisici.
L’ essenza della vostra energia si espande fondendosi con tutta l’energia che vi circonda, e vi sentite grandi come l’universo.
Le vocine che, da dentro la testa, vi ricordavano chi eravate e dove vivevate si ...

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Jill Bolte Taylor – Mi sentivo un genio liberato dalla lampada

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Mi sentivo un genio liberato dalla lampada.
L’energia del mio spirito sembrava galleggiare come un’enorme balena in un oceano di muta euforia.
Tale mancanza di confini fisici, il piacere più grande che un essere di carne e ossa possa mai provare, mi dava un senso di beatitudine senza precedenti.

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Jill Bolte Taylor – Ma … sapevo di stare bene

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Ma, per quanto sembri incredibile, anche se non riuscivo a camminare né a parlare, non capivo quello che mi veniva detto, non ero in grado né di leggere né di scrivere, e nemmeno di girarmi su un fianco, sapevo di stare bene!
La mente intellettuale dell’emisfero sinistro, fuori uso, non inibiva più la mia consapevolezza innata di essere la miracolosa potenza della vita.
Sapevo che ero cambiata, ma mai, neanche una volta, la mente destra mi insinuò il dubbio di poter essere qualcosa di «meno» di quello che ero stata fino ad allora.
Ero semplicemente un essere di luce che irradiava vita nel mondo.
Che avessi o non avessi un corpo o un cervello capaci di mettermi in rapporto con il mondo degli altri, mi vedevo come un capolavoro cellulare.
In assenza del giudizio negativo dell’emisfero sinistro, mi sentivo perfetta, intera e bella così com’ero.

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Jill Bolte Taylor – Il 10 dicembre 1996 …

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Il 10 dicembre 1996, poco prima di mezzogiorno, l’attività elettrica della mia massa molecolare si fece debolissima e, quando sentii l’energia venir meno, la mia mente cognitiva rinunciò al suo legame con i meccanismi fisici del corpo e al controllo che esercitava su di essi.
Sprofondata in una sorta di sacro bozzolo, la mente silenziosa e il cuore tranquillo, sentii tutta l’enormità della mia perdita di energia.
Il corpo si afflosciò e la coscienza si mise a vibrare più lentamente.
Capii con estrema chiarezza di non essere più il coreografo della mia vita.
Privata della vista, dell’udito, del tatto, dell’odorato, del gusto, ma anche della paura, sentii il mio spirito abbandonare ogni legame con il corpo, e fui libera dal dolore.

La neuroscienziata Jill Bolte Taylor ci racconta la sua incredibile esperienza.

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Jill Bolte Taylor – Mentre richiamavo alla mente ..

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Mentre richiamavo alla mente la strada per il McLean Hospital, il braccio destro mi ricadde paralizzato lungo il fianco e persi l’equilibrio.
Fu allora che capii.
Oh, mio Dio, è un ictus! È un ictus!
L’istante successivo, per la mente mi passò come un lampo un pensiero: È stupendo!
Mi sentivo come sospesa in uno stato di euforico stupore e, stranamente, esultai nel rendermi conto che quell’inatteso viaggio attraverso le complesse funzioni del mio cervello aveva un fondamento e una spiegazione fisiologici.
Continuavo a pensare: Quanti sono gli scienziati che hanno l’opportunità di studiare dall’interno le proprie funzioni cerebrali e il proprio deterioramento mentale?
Avevo dedicato l’intera esistenza a cercare di comprendere in quale modo il cervello umano crea la nostra percezione della realtà.
E adesso, quell’incredibile ictus illuminante!

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Jill Bolte Taylor – In quanto membri della stessa specie ..

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In quanto membri della stessa specie, voi e io condividiamo le medesime sequenze genetiche, fatta eccezione per uno 0,01 percento (un centesimo dell’l percento).
Dal punto di vista biologico, quindi, a livello di geni siamo praticamente identici (per il 99 ,99 percento).
Considerando la varietà presente all’interno della specie umana, è evidente che questo 0,01 percento è responsabile di significative differenze di aspetto, pensiero e comportamento.

 

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