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Insegnare

Giordano Bruno – Inno alla libertà

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La natura tutta è governata da una profonda armonia, invisibili linee collegano le piccole cose della terra, come per esempio il potere degli uomini, agli astri, agli infiniti mondi che ancora non conosciamo.
La luna provoca le maree e anche il mestruo delle donne.
Il sole provoca la vita e la morte delle piante, l’avvicendarsi delle stagioni, e anche la vita e la morte dell’uomo.
Una nuova visione del cosmo dove per forza  corrisponde una nuova concezione dell’uomo
….deve per forza corrispondere una nuova concezione dell’uomo.
Se è la terra a girare attorno al sole, così come gli altri pianeti girano attorno al sole, se esistono altri soli, altri sistemi solari sparsi nell’universo, se ciò è vero, ed è vero, allora Dio non è in alto sopra di noi fuori dal mondo, ma ovunque, in ogni particella di materia, inerte o vivente che sia.
È la materia stessa.
Eh, weh fuori! Fuori gli stupidi pedanti hanno fatto della Sorbona una ...

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Don Lorenzo Milani – Attraverso i ragazzi

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Così è stato il nostro primo incontro con voi.
Attraverso i ragazzi che non volete.
L’abbiamo visto anche noi che con loro la scuola diventa più difficile.
Qualche volta viene la tentazione di levarseli di torno.
Ma se si perdono loro, la scuola non è più scuola.
È un ospedale che cura i sani e respinge i malati.
Diventa uno strumento di differenziazione sempre più irrimediabile.
E voi ve la sentite di fare questa parte nel mondo?
Allora richiamateli, insistete, ricominciate tutto da capo all’infinito a costo di passare per pazzi.
Meglio passare per pazzi che essere strumento di razzismo.

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Donald D. Quinn – Il lavoro di un insegnante

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Se un medico, un avvocato, o dentista avessero quaranta persone nel loro ufficio in una sola volta, ognuna delle quali con esigenze diverse, e alcuna delle quali non vorrebbe essere lì e quindi causano problemi, e il medico, l’avvocato, o dentista, senza assistenza, dovessero trattare tutti con eccellenza professionale per nove mesi, ecco, forse solo allora ci si potrebbe fare un quadro di quello che è il lavoro di un insegnante.

HERE the English original version

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Seneca – Chi vuol essere da per tutto …

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Chi vuol essere da per tutto, non sta in nessun luogo.
Chi passa la vita in un continuo vagabondaggio, troverà molti ospiti, ma nessun vero amico.
Così è necessario che capiti a chi non si applica con assiduità allo studio di nessun autore ma tutti li scorre in fretta.
Non giova, né si assimila, il cibo rigettato appena preso.
Niente impedisce tanto la guarigione quanto il cambiare spesso i rimedi.
Non arriva a cicatrizzarsi la ferita, se si provano varie medicature.
Non cresce vigoroso l’albero che è spesso trapiantato.
Nessuna cosa, per quanto utile, reca giovamento in un fuggevole contatto.
Troppi libri producono dissipazione: perciò, se non ti è possibile leggere tutti i libri che potresti avere, basta che tu abbia i libri che puoi leggere.

LETTERA 2 – “La lettura che giova” “L’arte di vivere”

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Mario Giordano – Gli studenti italiani

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È chiaro: gli studenti italiani hanno le idee un po’ confuse.
Se chiedi loro che cosa circonda l’Australia rispondono: la corriera corallina (un nuovo mezzo di trasporto pubblico? L’Atm dei pesci siluro?).
Pensano che in Turchia si parli il turchese, che la moglie di Ulisse sia Enea e l’amore di Cicerone Catilina.
Ulisse, naturalmente, non lasciò l’isola di Calipso, ma quella del Calippo (chissà se si portò via l’omonimo gelato).
E se è palese che Germania, Italia e Austria formarono la Santissima Trinità, non vi dico che cosa succede quando, in una classe qualunque della scuola italiana, provi a chiedere che cos’è una trojka…
Alla fine siamo sempre gli ultimi della classe.
Siamo quelli che regalano il diploma a tutti gli studenti, ma proprio a tutti, anche a chi è convinto che il Tiepolo sia il fratello di Mammolo ed Ermione di Sparta l’amica di Harry Potter.
Se a un esame chiedi l’Infinito di Leopardi ti rispondono: leopardare.
Se chiedi ...

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Erik Orsenna – Il diplodoco sgranocchiava

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«‘Il diplodoco sgranocchiava’.
Siamo nell’imperfetto.
Sempre passato è, naturalmente, ma un passato che è durato a lungo, un passato che si ripeteva: cosa faceva durante tutta la giornata il diplodoco, dal primo gennaio al trentun dicembre?
Sgranocchiava.
Mentre con l’altro, sgranocchiò, siamo nel passato remoto.
Ovvero un passato che è durato soltanto un momento.
Un giorno che, eccezionalmente, forse dopo un’indigestione, il diplodoco non aveva più fame, sgranocchiò una tuberosa.
Il resto del tempo divorava. Capisci? »
Semplice, nulla di più semplice di quel passato.

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