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.Il senso della vita

Piero Gribaudi – Un giorno, un giovane ..

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Un giorno, un giovane volle consultare un anziano su un problema che gli stava a cuore.
«Mio signore», gli disse, «voglio confessarti una cosa: non riesco ad avere un amico. Mi sapresti dare un consiglio?».
L’anziano sorrise e rispose: «Posso solo dirti di me. Quando ero ragazzo fra cento ragazzi, ne ebbi uno, di amico.
Fu una cosa bellissima che diede i suoi frutti e poi terminò.
Quando divenni adulto fra mille adulti, ne ebbi un altro, di amico.
Fu una cosa bellissima, ma l’amico morì ed anch’io mi sentii morire.
Ora che sono diventato anziano fra diecimila anziani, adulti e giova­ni ho rinunciato ad avere un amico e ho preferito esserlo io, un amico, ogni giorno e ogni ora, di qualcuno che non so chi sia e non so dove sia».
«Non dev’essere facile…», mormorò il giovane.
«Forse non lo è, perché cercare di essere amico significa, prima di tutto, rinunciare ad averne uno. Ma forse è perché proprio ...

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Eileen Caddy – Vidi alcune foglie

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Vidi alcune foglie autunnali cadere da un albero, e poi un albero ormai privo di tutte le sue foglie.
Udii queste parole:
“Non preoccuparti.
La forza vitale è all’interno, e da essa scaturirà il nuovo.
Sappi che il vecchio deve morire, affinché possa nascere il nuovo”.

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Fabio Volo – C’è bisogno di tempo

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C’è bisogno di tempo, c’è bisogno di distacco, come quando fai una foto e ti sembra tutto normale, poi la riguardi dopo dieci anni e dici:
“Come ero pettinato? Come ero vestito?”
È difficile capire le cose quando ci sei troppo dentro.
 

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Margaret Mazzantini – Sua nonna pianse

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Sua nonna pianse.
Il suo viso anziano si mise a navigare e sembrava non volersi asciugare mai più.
Fu una scena bruttissima.
Pensò che era incredibilmente ingiusto guardare un vecchio piangere.
Più ingiusto di qualsiasi cosa al mondo.

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Concita De Gregorio – E quell’elefante rosa …

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E quell’elefante rosa, enorme, in mezzo.
Che tutti fanno finta di non vedere, ci girano intorno come in un ballo triste, danzano da una poltrona all’altra senza urtarlo mai, non lo toccano, non lo nominano, non sollevano lo sguardo.
Neppure noi attorno all’elefante riusciamo a guardarci, perché gli occhi di ciascuno sono uno specchio che riflette il dolore dell’altro e si amplifica, il dolore, cresce, alla fine resta solo lui.

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Seneca – Ma è ben miserabile …

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Ma è ben miserabile l’anima ansiosa per il futuro, sventurata prima della sventura angosciata dal timore di non poter conservare fino all’ultimo le cose che ama.
Ella non avrà mai pace e l’attesa del futuro le toglierà anche il godimento del presente.
E, invero, il dolore per i beni perduti o il timore di perderli sono sentimenti equivalenti.
Ma non devi credere che io ti consigli l’indifferenza.
Evita pure i mali più temibili.
Provvedi con saggezza a tutto ciò a cui si può provvedere; qualunque sia il pericolo che ti minaccia, cerca di prevederlo e di sventarlo prima che ti colpisca.

Lettera 98

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