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.Il senso della vita

Chiara Gamberale – Queste persone ..

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Queste persone mi hanno aiutata a rispettare e perfino a volere bene alle incertezze, alle ingenuità e agli errori della vecchia, giovane me.
Perché sbagliamo per imparare.
E l’importante è non tradirsi.
Ma ogni tanto ricominciarsi.

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Zygmunt Bauman – Un consumatore soddisfatto

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Un consumatore soddisfatto sarebbe una catastrofe per la società dei consumi, per la quale invece i bisogni devono essere sempre risorgenti, non devono avere mai fine; i consumatori devono essere insaziabili, alla perenne ricerca di nuovi prodotti,avidi di nuove soddisfazioni in un mercato che sforna continuamente prodotti nuovi e inediti.

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Mark Strand – Mistero e solitudine a Topeka

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Il pomeriggio si scurisce nella sera.
Un uomo cade sempre più a fondo nella lenta spirale del sonno, nella sua deriva, nella sua durata, attraverso ciò che sembra bruma, e alla fine arriva a una porta aperta da cui passa senza sapere perché, e poi sempre senza sapere perché si reca in una stanza dove si siede e aspetta mentre la stanza sembra chiuderglisi attorno e il buio è più buio di quanti ne abbia mai vissuti, e sente qualcosa che gli si forma dentro senza essere sicuro di cosa sia, con una presa su di lui che cresce, come se fosse sul punto di svelarsi un racconto in cui due personaggi, Pena e Piacere, commettono lo stesso delitto, e il delitto è suo, e lo confesserà ripetutamente, ripetutamente, fino a che non significhi niente.

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Phil Klay – Se eleviamo il trauma a feticcio

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Se eleviamo il trauma a feticcio, i sopravvissuti sono in trappola, incapaci di sentirsi conosciuti davvero…
Non si rende onore a una persona dicendogli: «Non riesco proprio a immaginare quello che hai passato».
Ascoltate invece la sua storia e provate a mettervi nei suoi panni, per quanto duro o scomodo possa essere.

Dalla prefazione di “Le variazioni del dolore” di James Rhodes

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Luis Sepúlveda – Sognavo che tutti

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Sognavo che tutti quei libri rinchiusi volevano parlare, che aspettavano il giusto interlocutore, e quello ero io.
Sognavo che i libri mi parlavano con il loro linguaggio silenzioso, mi mostravano tutte le parole stampate sulle loro pagine, a una a una, ed esigevano da me una promessa: dovevo trasformarmi nel depositario, nel custode, nell’amoroso protettore delle parole.
Allora io promettevo di vigilare che non perdessero mai il loro valore intrinseco, la loro capacità di dare un nome a tutte le cose e, a partire da questo, di farle esistere…

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Erri De Luca – Izet Sarajlic – Quando eri bambino

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Quando eri bambino portavi sandali, lo so da una tua poesia.
Non so se hai imparato presto anche tu a camminare scalzo, come noi nati sulla costa.
Nei vicoli lastricati a pietre lisce, sulle sabbie della risacca, si formava sotto l’arco dl piede la suola adatta a correre sugli scogli.
Era una bella sveltezza.
Quando si cammina sulla sabbia dove schiuma il mare si capisce presto che per andare bene non devi mettere i piedi nell’orma di chi ti precede, altrimenti sprofondi…

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