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Educazione

Pasolini – Oggi c’è un’educazione

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Oggi c’è un’educazione comune, obbligatoria e sbagliata che ci spinge tutti dentro l’arena dell’avere tutto a tutti i costi.
In questa arena siamo spinti come una strana e cupa armata in cui qualcuno ha i cannoni e qualcuno ha le spranghe.
Allora una prima divisione, classica, è «stare con i deboli».
Ma io dico che, in un certo senso tutti sono i deboli, perché tutti sono vittime.
E tutti sono i colpevoli, perché tutti sono pronti al gioco del massacro.
Pur di avere.
L’educazione ricevuta è stata: avere, possedere, distruggere.

Dall’intervista di Furio Colombo a Pier Paolo Pasolini pubblicato sull’inserto “Tuttolibri” del quotidiano “La Stampa” l’8 novembre del 1975.
http://www.pierpaolopasolini.eu/madrid-saggi22.htm#inizio-ita

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don Lorenzo Milani – Ho passato ..

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Ho passato un momento di depressione perché mi pareva che tutti i ragazzi mi crollassero da tutte le parti e che non ci fosse più da fidarsi di nessuno, poi mi è passato subito.
Non si può fare l’educatore e non fidarsi.
Prima di tutto perché è un obbligo morale, un impegno verso i ragazzi e un’onestà davanti a Dio, perché anche l’educatore ha da farsi perdonare cioè da pretendere un’infinita fiducia che si rinnova a bischero sciolto anche quando tutte le prove sarebbero contro.
E poi perché un educatore ha sempre delle soddisfazioni piccole o grandi e sa vedere i segni di speranza e di onestà dove gli altri non vedono.
Prenderlo in tasca è il suo destino e il suo dovere, ma non sempre, qualche volta lo prendono in tasca gli altri e il ragazzo malvisto da tutti si rivela un gran galantuomo, un uomo adulto generoso e leale.
Tanto più che spesso il tempo gioca a favore ...

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Alexandre Jollien – Descrivimi un po’ gli educatori ..

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Socrate: Descrivimi un po’ gli educatori che ti hanno aiutato, quelli che hai apprezzato!
Alexandre: Ci volevano bene.
Avevano fiducia in noi, nelle nostre possibilità.
Senza pretese di padroneggiare tutto, coscienti che molti elementi sfuggivano loro, si mostravano modesti.
Più pragmatici degli altri,  non riducevano la realtà a schemi vuoti, a futili teorie.
Si comportavano come filosofi, lasciandosi guidare dalla realtà, cercando molto semplicemente di capirci, ma nel miglior modo possibile.
Socrate: Sii più concreto.
Alexandre: Matthieu, per esempio, un carpentiere riciclato come educatore, gestiva i problemi con semplicità.
Da uomo pratico affrontava le difficoltà una alla volta.
Matthieu aveva una visione originale dell’educazione.
Accordandoci fiducia, ci invitava a scoprire le nostre illusioni, le nostre inclinazioni, le nostre debolezze.
Come te, riteneva che ciascuno avesse in sé le soluzioni e che si trattasse semplicemente di portarle alla luce.
Matthieu non sosteneva una teoria astratta, esteriore al soggetto: ridestava in noi un sapere, delle potenzialità intorpidite.
Socrate: Ecco una bella definizione ...

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Alessandro D’Avenia – La letteratura lo costringeva

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La letteratura lo costringeva a origliare se stesso, come se dentro di lui ci fosse una porta dietro la quale qualcuno bisbigliava segreti che lo riguardavano.
E quella stessa porta voleva farla scoprire ai suoi alunni.
Strapparli dal vagare dei pensieri superficiali.

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Giordano Bruno – Inno alla libertà

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La natura tutta è governata da una profonda armonia, invisibili linee collegano le piccole cose della terra, come per esempio il potere degli uomini, agli astri, agli infiniti mondi che ancora non conosciamo.
La luna provoca le maree e anche il mestruo delle donne.
Il sole provoca la vita e la morte delle piante, l’avvicendarsi delle stagioni, e anche la vita e la morte dell’uomo.
Una nuova visione del cosmo dove per forza  corrisponde una nuova concezione dell’uomo
….deve per forza corrispondere una nuova concezione dell’uomo.
Se è la terra a girare attorno al sole, così come gli altri pianeti girano attorno al sole, se esistono altri soli, altri sistemi solari sparsi nell’universo, se ciò è vero, ed è vero, allora Dio non è in alto sopra di noi fuori dal mondo, ma ovunque, in ogni particella di materia, inerte o vivente che sia.
È la materia stessa.
Eh, weh fuori! Fuori gli stupidi pedanti hanno fatto della Sorbona una ...

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Zygmunt Bauman – E dunque non si può ..

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E dunque non si può imparare ad amare; così come non si può imparare a morire.
Né si può imparare l’elusiva – inesistente, per quanto ardentemente desiderata – arte di non rimanerne impigliati e tenersene alla larga.
A tempo debito, l’amore e la morte colpiranno; solo che non abbiamo la benché minima idea di quando tale ora scoccherà.
In qualsiasi momento giunga, ti coglierà impreparato.
Amore e morte sbucheranno dalle tue preoccupazioni quotidiane “ab nihilo”, dal nulla.

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