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Disperazione

James Rhodes – Ma il dato inconfutabile ..

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Ma il dato inconfutabile è che la musica mi ha letteralmente salvato la vita, come credo abbia fatto con una miriade di altre persone.
Dona compagnia quando c’è solitudine, comprensione quando c’è confusione, consolazione quando c’è disperazione, ed energia pura e incontaminata quando non sei che un guscio vuoto, affranto e senza forze.

QUI la versione originale Inglese

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Phil Klay – Se eleviamo il trauma a feticcio

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Se eleviamo il trauma a feticcio, i sopravvissuti sono in trappola, incapaci di sentirsi conosciuti davvero…
Non si rende onore a una persona dicendogli: «Non riesco proprio a immaginare quello che hai passato».
Ascoltate invece la sua storia e provate a mettervi nei suoi panni, per quanto duro o scomodo possa essere.

Dalla prefazione di “Le variazioni del dolore” di James Rhodes

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Cesare Pavese – Cara Pierina..

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Cara Pierina,
ho finito per darti questo dispiacere, o questa seccatura, ma credi non potevo far altro.
Il motivo immediato è il disagio di questa rincorsa dove, non ballando e non guidando, resto sempre perdente, ma c’è una ragione più vera.
Io sono, come si dice, alla fine della candela.
Pierina, vorrei essere tuo fratello – prima di tutto perché così ci sarebbe tra noi un legame non futile, e poi perché tu mi potessi ascoltare e credere con fiducia.
Se mi sono innamorato di te non è soltanto perché, come si dice, ti desiderassi, ma perché tu sei della mia stessa levatura, e ti muovi e parli come, da uomo, farei io se, invece d’imparare a scrivere, avessi avuto il tempo d’imparare a stare al mondo.
Del resto, c’è la stessa eleganza e sicurezza in quello ch’io ho scritto e nelle tue giornate. So quindi a chi parlo.
Ma tu, per quanto inaridita e quasi cinica, non sei alla ...

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Sylvia Plath – Fammi essere forte

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Fammi essere forte, forte di sonno e di intelligenza e forte di ossa e di fibra; fammi imparare, attraverso questa disperazione, a distribuirmi: a sapere dove e a chi dare, a riempire i brevi momenti e le chiacchiere casuali di quell’infuso speciale di devozione e amore che sono le nostre epifanie.
A non essere amara.
Risparmiamelo il finale, quel finale acido citrico aspro che scorre nelle vene delle donne in gamba e sole.
Non farmi disperare al punto da buttar via il mio onore per la mancanza di consolazione; non farmi nascondere nell’alcol e non permettere che mi laceri per degli sconosciuti; non farmi essere tanto debole da raccontare agli altri come sanguino dentro; come giorno dopo giorno gocciola, si addensa e si coagula.

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Fëdor Dostoevskij – Guardate il cielo ..

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Quarta notte
“Guardate il cielo, Nasten’ka, guardatelo!
Domani sarà una giornata stupenda; che cielo azzurro e che luna!
Guardate quella nuvola gialla che sta per coprirla, guardate, guardate!…
No, le è passata accanto. Guardate, guardate!…”.
Ma Nasten’ka non guardava la nuvola, stava ferma, in silenzio, come inchiodata al suolo; dopo un istante timidamente si strinse a me.
La sua mano nella mia tremò; la guardai…
Si strinse ancor più forte a me.
In quel momento passò vicino a noi un giovane.
Egli si fermò improvvisamente, ci guardò con attenzione e poi fece di nuovo qualche passo.
Il mio cuore trasalì…
“Nasten’ka”, dissi a voce bassa, “chi è quello?”.
“È lui!”, rispose sussurrando, avvicinandomisi ancora di più e stringendosi ancora più forte a me…
A malapena mi reggevo sulle gambe.
“Nasten’ka! Nasten’ka! Sei tu!”.
Si sentì una voce dietro di noi, e nello stesso attimo il giovane fece alcuni passi verso di noi.
Dio, che grido! Come sussultò! Come si divincolò ...

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John Coffey – Sono stanco, capo.

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Sono stanco, capo.
Stanco di andare sempre in giro solo come un passero nella pioggia.
Stanco di non poter mai avere un amico con me che mi dica dove andiamo, da dove veniamo e perché.
Sono stanco soprattutto del male che gli uomini fanno a tutti gli altri uomini.
Stanco di tutto il dolore che io sento, ascolto nel mondo ogni giorno, ce n’è troppo per me.
È come avere pezzi di vetro conficcati in testa sempre continuamente.
Lo capisci questo?

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