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Consapevolezza

Wayne Dyer – Pensa a quando ..

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Pensa a quando imparavi a guidare l’automobile.
Ti sembrava di dover risolvere un problema insormontabile.
Tre pedali, e solo due piedi per farli funzionare! Prima sei divenuto cosciente della complessità.
Lasciare adagio la frizione – Ah! troppo in fretta! Così si parte a scatti! – premere l’acceleratore con la stessa progressione con cui si lascia la frizione – sul freno va il piede destro – ma, per frenare, abbassare la frizione, sennò altri scatti… Un milione di segnali mentali.
E dopo migliaia di supplizi, errori e rinnovati tentativi, arriva il giorno in cui sali in macchina e te ne vai.
Non parti a scatti, non ti si spegne il motore, e nemmeno poni mente a ciò che fai.
E come hai fatto? Con grande difficoltà, mettendoci una quantità di attenzione, di memoria, di lavoro.
Un pensiero diventa certezza quando a una cosa ci si è applicati, non quando si è fatto un primo tentativo e ci si serve della propria ...

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Haruki Murakami – Sono molto più paziente

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Sono molto più paziente con gli altri di quanto lo sia con me stessa, e mi è molto più facile tirar fuori i lati positivi nelle cose degli altri che non nelle mie.
Sono un tipo così.
È un po’ come essere quella superficie ruvida su una scatola di fiammiferi.
Il che mi sta benissimo, intendiamoci.
Meglio essere una scatola di prima qualità che un fiammifero scadente.

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Hermann Hesse – Se tracci col gesso …

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Se tracci col gesso una riga sul pavimento, è più difficile camminarci sopra che avanzare sulla più sottile delle funi.
Eppure chiunque ci riesce.
Se fai finta che la fune sia gesso e l’aria sia il pavimento, riesci a procedere sicuro su tutte le funi.
Ciò che conta è dentro di noi; fuori nessuno ci aiuterà.
Non essere in guerra con te stesso: così tutto diventa possibile, non solo camminare su una fune, anche volare.

 

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Jill Bolte Taylor – Ma … sapevo di stare bene

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Ma, per quanto sembri incredibile, anche se non riuscivo a camminare né a parlare, non capivo quello che mi veniva detto, non ero in grado né di leggere né di scrivere, e nemmeno di girarmi su un fianco, sapevo di stare bene!
La mente intellettuale dell’emisfero sinistro, fuori uso, non inibiva più la mia consapevolezza innata di essere la miracolosa potenza della vita.
Sapevo che ero cambiata, ma mai, neanche una volta, la mente destra mi insinuò il dubbio di poter essere qualcosa di «meno» di quello che ero stata fino ad allora.
Ero semplicemente un essere di luce che irradiava vita nel mondo.
Che avessi o non avessi un corpo o un cervello capaci di mettermi in rapporto con il mondo degli altri, mi vedevo come un capolavoro cellulare.
In assenza del giudizio negativo dell’emisfero sinistro, mi sentivo perfetta, intera e bella così com’ero.

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Fernando Pessoa – A forza di occuparmi di ombre ..

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A forza di occuparmi di ombre io stesso mi sono trasformato in un’ombra: in ciò che penso, in ciò che sento, in ciò che sono.

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Massimo Bisotti – Mentre attendi ..

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Mentre attendi un tempo migliore guardi fuori dalla finestra e piove.
Anziché aspettare che spiova prova a goderti l’attesa come se non stessi aspettando niente all’infuori di te stessa.
E non prenderlo come un ossequio alla vanità se anziché contare le gocce ti guarderai allo specchio e sorridendo ti basterai, basterai alla tua intimità, alla delicatezza del tuo sguardo.
Perché soltanto allora, solo allora cambierà il tempo, persino quando la pioggia ti sorprenderà ancora.
E quando finalmente ritrovi te stessa ti basterà salire su un muretto per riconquistare il tuo tramonto.

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