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Consapevolezza

Leonardo Sciascia – E infine i quaquaraquà

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Io – proseguì poi don Mariano – ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà.
Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, che mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini.
E invece no, scende ancora più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi.
E ancora più in giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito.
E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere con le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre.
Lei, anche se mi inchioderà su queste carte come un Cristo, lei è un uomo.

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Robin Williams – A te la mossa, capo.

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Will: E questo cos’è?
Memento di “Come eravamo” versione maschile?…
Qui è una meraviglia. Lei citava i cigni. È una specie di fissazione, una cosa alla quale dedicare una parte della seduta?

Sean: Pensavo a quello che mi hai detto l’altro giorno, riguardo al mio dipinto.

Will: Ah.

Sean: Sono stato sveglio tutta la notte a pensarci. Poi ho capito una cosa, e sono caduto in un sonno profondo, tranquillo. E da allora non ho più pensato a te.
Sai cos’ho capito?

Will: No.

Sean: Sei solo un ragazzo. Tu non hai la minima idea delle cose di cui parli.

Will: Grazie tante!

Sean: Non c’è di che. Non sei mai stato fuori Boston.

Will: Nossignore.

Sean: Se ti chiedessi sull’arte probabilmente mi citeresti tutti i libri di arte mai scritti.
Michelangelo. Sai tante cose su di lui: le sue opere, le aspirazioni politiche, lui e il papa, le sue tendenze sessuali, tutto quanto…vero?
Ma scommetto che non sai dirmi ...

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Carlo Troilo – Il testamento biologico e l’eutanasia

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Il testamento biologico e l’eutanasia sono due temi del tutto diversi. [..]
L’eutanasia è la morte provocata da un’azione deliberatamente diretta a porre termine alla vita di una persona su sua richiesta, una azione oggi vietata dal nostro codice penale.
Il testamento biologico (che sarebbe più corretto chiamare Dichiarazione Anticipata di Trattamento – DAT) è semplicemente l’estensione del diritto a rifiutare le cure mediche già presente nel nostro ordinamento, e questo diritto al rifiuto comprende anche (come hanno stabilito diverse sentenze) le cure salvavita dalla cui interruzione può conseguire il sacrifico del bene della vita.
Affermare che il testamento biologico è l’apripista per la legalizzazione dell’eutanasia è falso.
[..]Ricorro a una definizione di Demetrio Neri, uno dei maggiori esperti di bioetica, per introdurre l’argomento.
«Si usa l’espressione “testamento biologico” (forse non tecnicamente perfetta, ma ormai invalsa nel linguaggio comune) per indicare tutti quei documenti grazie ai quali una persona consapevole lascia indicazioni circa i trattamenti ai quali desidera o non ...

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Jill Bolte Taylor – Cercate di immaginare che cosa provereste ..

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Cercate di immaginare che cosa provereste a vedere le vostre facoltà naturali abbandonare una dopo l’altra la coscienza.
Prima perdete la capacità di dare un senso ai suoni che vi giungono alle orecchie.
Non siete sordi, semplicemente i suoni sono per voi soltanto caos e rumore.
Poi non riuscite più a distinguere le forme nello spazio.
Non siete ciechi, è che non vedete più in maniera tridimensionale e non riconoscete i colori.
Vi è praticamente impossibile seguire un oggetto in movimento o identificare con chiarezza i confini delle cose.
Inoltre, gli odori più comuni si amplificano talmente da sopraffarvi e togliervi il respiro.
Incapaci di percepire la temperatura, la vibrazione, il dolore, la posizione delle vostre membra (propriocezione), perdete la consapevolezza dei vostri confini fisici.
L’ essenza della vostra energia si espande fondendosi con tutta l’energia che vi circonda, e vi sentite grandi come l’universo.
Le vocine che, da dentro la testa, vi ricordavano chi eravate e dove vivevate si ...

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Pino Aprile – Il Sud puzza

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Il Sud puzza.
Puzza da morire di cancro, di leucemia, di polmoni, di malattie genetiche.
Puzza un po’ ovunque: nella Piana del Volturno, a Taranto, a Gela, a Priolo e Augusta, a Brindisi e in Val d’Agri.
Puzza di monnezza accatastata da decenni, di scarti dell’industria petrolifera e di quella della produzione di cemento, di residui gassosi e no della chimica di trasformazione, di fumi di altiforni per fare l’acciaio e di rifiuti tossici interrati o bruciati illegalmente.
Con quella puzza si campa male e si muore troppo.
E per imporne la sopportazione, potentati economici del Nord e lo Stato, di fatto, si alleano con la mafia; soffocano le proteste dei cittadini a manganellate, denunce, querele (e la camorra uccide don Peppe Diana); si trasferisce pure qualche funzionario troppo zelante o se ne blocca la carriera.
È così da decenni.

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Fabio Volo – No, non è facile…

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No, non è facile … Non lo è mai.
Se così non fosse sarebbe tutto più semplice: niente dolore … niente delusione … niente solitudine ..
No, nulla di tutto questo è possibile, perché niente di ciò che realmente conta può essere facile.
La gioia nasce dal sacrificio…dalle ginocchia sbucciate … dai cuori infranti … perché ciò che ci è stato inculcato da bambini non può essere vero: non ci sono favole … non ci sono eroi o grandi imprese …
C’è la determinazione di persone semplici che non si arrendono mai!

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