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Classici

Plutarco – Il silenzio

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La perdita della capacità di ascoltare è figlia della perdita della dimensione del silenzio.
L’ uomo moderno ha orrore del silenzio.
Il silenzio della mente è ormai un’ espressione priva di significato.
Abbiamo dimenticato l’ arte di quietare quell’ alveare dalle mille api ronzanti che si annida nella nostra mente.
Sottoposta a un incessante bombardamento di messaggi, la nostra mente è una fucina di pensieri che lavora senza turni di riposo.
Abbiamo perso la capacità di rallentare.
Un’ attività mentale frenetica e dispersiva che invece di arricchire lo spirito, ci affatica, ci confonde, seppellisce il nostro vero io sotto una cortina impermeabile di pensieri, immagini, fantasie e timori.
Questo lavorio mentale ha luogo senza sosta, sicché i pensieri si sovrappongono l’ uno all’ altro spesso in modo conflittuale.
Ci fanno agitare per un non nulla, costruiscono pregiudizi e preconcetti.
Corrono affannosamente ad anticipare il futuro e restano amaramente attaccati al passato.
Le esperienze passate sono sempre presenti per condizionarci, anche ...

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Seneca – Qualche tempo fa ..

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Qualche tempo fa ti ho scritto di essere già in cospetto della vecchiaia, ora temo di averla superata: ai miei anni e soprattutto a questo mio corpo conviene ormai un altro nome, poiché vecchiaia indica un’età stanca ma non priva di forze.
Annoverami dunque fra gli uomini decrepiti e prossimi alla fine.
Posso dirti, però, che mi congratulo con me stesso, perché nello spirito non sento i danni dell’età come li avverto nel corpo.
Sono invecchiati solo i vizi e i loro amministratori: l’animo è forte e si compiace di non avere molto a che fare col corpo, ormai ha deposto gran parte del suo peso.
Esulta e disserta con me sulla vecchiaia: dice che è il suo fiore all’occhiello.
Crediamogli: si goda il suo bene.
Mi esorta a riflettere e a scoprire quanto di questa tranquillità e moderazione di costumi io debba alla saggezza e quanto, invece, all’età, e a esaminare attentamente ciò che non posso fare e ciò ...

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Seneca – Ma è ben miserabile …

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Ma è ben miserabile l’anima ansiosa per il futuro, sventurata prima della sventura angosciata dal timore di non poter conservare fino all’ultimo le cose che ama.
Ella non avrà mai pace e l’attesa del futuro le toglierà anche il godimento del presente.
E, invero, il dolore per i beni perduti o il timore di perderli sono sentimenti equivalenti.
Ma non devi credere che io ti consigli l’indifferenza.
Evita pure i mali più temibili.
Provvedi con saggezza a tutto ciò a cui si può provvedere; qualunque sia il pericolo che ti minaccia, cerca di prevederlo e di sventarlo prima che ti colpisca.

Lettera 98

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Seneca – Niente ci appartiene ..

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Niente ci appartiene, Lucilio, solo il tempo è nostro.
La natura ci ha reso padroni di questo solo bene, fuggevole e labile: chiunque voglia può privarcene.
Gli uomini sono tanto sciocchi che se ottengono beni insignificanti, di nessun valore e in ogni caso compensabili, accettano che vengano loro messi in conto e, invece, nessuno pensa di dover niente per il tempo che ha ricevuto, quando è proprio l’unica cosa che neppure una persona riconoscente può restituire.

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Giordano Bruno – Al discepolo Sagredo

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“Un giorno non lontano una nuova era giungerà finalmente sulla terra.
La morte non esiste.
La miseria, il dolore e le sue tante tragedie, sono il frutto della paura e dell’ignoranza di ciò che è la vera realtà.”
“Ma quanto tempo ancora sarà necessario?”
“Il tempo dipende da noi, Sagredo.
Il tempo è l’intervallo tra il concepimento di un’idea e la sua manifestazione.
L’umanità ha concepito il germe dell’utopia e la gestazione procede verso il suo concepimento inevitabile: il secolo passato è una tappa importante, che precede
la nascita.
Gli Esseri divini vegliano sulla gestazione della terra e alcuni nascono qui per aiutare gli umani a comprendere che la trasformazione dipende dal loro risveglio.”
“Anche voi Maestro siete sceso qui per questo scopo?”
“ Anch’io Sagredo, ma non sono solo.
C’è un folto gruppo di Esseri, che sono scesi più volte nel corso della storia e si riconoscono nel grande Ermete, Socrate, Pitagora, Platone, Empedocle…
In questo secolo Leonardo, Michelangelo… ...

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Seneca – Fa’ così, caro Lucilio

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Fa’ così, caro Lucilio: renditi veramente padrone di te e custodisci con ogni cura quel tempo che finora ti era portato via, o ti sfuggiva.
Persuaditi che le cose stanno come io ti scrivo: alcune ore ci vengono sottratte da vane occupazioni, altre ci scappano quasi di mano; ma la perdita per noi più vergognosa è quella che avviene per nostra negligenza.
Se badi bene, una gran parte della vita ci sfugge nel fare il male, la maggior parte nel non fare nulla, tutta quanta nel fare altro da quello che dovremmo.
Puoi indicarmi qualcuno che dia un giusto valore al suo tempo e alla sua giornata, e che si renda conto com’egli muoia giorno per giorno? In questo c’inganniamo, nel vedere la morte avanti a noi, come un avvenimento futuro, mentre gran parte di essa è già alle nostre spalle.
Ogni ora del nostro passato appartiene al dominio della morte.
Dunque, caro Lucilio, fa’ ciò che mi scrivi; fa’ ...

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