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Classici

Seneca – Vivi in modo da …

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Vivi in modo da non aver segreti nemmeno per i tuoi nemici.
Poiché, però ci sono cose che è abitudine tener nascoste, dividi con l’amico ogni tua preoccupazione, ogni tuo pensiero.
Se lo giudichi fidato, lo renderai anche tale.
Chi ha paura di essere ingannato insegna a ingannare e i suoi sospetti autorizzano ad agire disonestamente.
Perché di fronte a un amico dovrei pesare le parole?
Perché davanti a lui non dovrei sentirmi come se fossi solo?

Lettere a Lucilio, Libro I, 3

 

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Marco Aurelio – Temere il mutamento?

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Temere il mutamento?
Ma che cosa potrebbe mai prodursi senza mutamento?
Che cosa v’è di più caro e familiare alla natura universale?
Tu stesso, potresti forse farti il bagno caldo senza che la legna si trasformi?
O nutrirti, senza il metabolismo degli alimenti?
E quali altre operazioni utili potrebbero mai compiersi senza il mutamento?
Non vedi, allora, come anche il tuo stesso mutare sia della stessa specie e ugualmente necessario alla natura universale?

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Seneca – Ogni grande gioia …

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Ogni grande gioia è anche motivo di preoccupazione perché più la sorte è felice, meno si deve aver fiducia.
Per conservarla occorre sempre altra felicità e ai desideri esauditi bisogna sostituire altri desideri.
Tutto ciò che ci viene dalla sorte è instabile: quanto in più alto sale, tanto più rischia di precipitare.
Ma nessuno può trarre piacere da ciò che minaccia di cadere da un momento all’altro: ecco perché è così infelice , e anche breve, la vita di chi si procura con gran fatica quanto con fatica ancora maggiore dovrà conservare.

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Seneca – Quanto chiasso si fa ..

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Quanto chiasso si fa attorno al denaro! è lui che affatica i tribunali, che semina discordia tra padri e figli, che propina i veleni, che arma la mano sia agli assassini che ai soldati delle legioni.
È impregnato di sangue nostro, il denaro. è per colpa sua se nella notte scoppiano litigi tra mogli e mariti, e se la folla si accalca davanti alle tribune dei magistrati; è per colpa sua se i sovrani diventano crudeli e rapaci, e mandano in rovina città costruite con il lungo lavoro di secoli per frugare tra le ceneri in cerca d’oro e d’argento.
Come si guardano con piacere le casseforti, che se ne stanno là in un angolo! è per colpa loro se gli occhi, a furia di gridare, ci escono dalle orbite; se le sedi giudiziarie risuonano per il baccano dei processi, se i giudici, fatti venire da remote regioni, fanno lunghe sedute per stabilire se sia più legittima l’avidità di una ...

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Seneca – Questo sia la somma …

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Questo sia la somma del nostro modo di vita:
dire quello che pensiamo;
pensare quello che diciamo,
la nostra parola concorda con la nostra vita.

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Seneca – il saggio non sente la mancanza di nulla

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Voglio anche riferirti la distinzione che fa Crisippo.
Egli dice che il saggio non sente la mancanza di nulla, e tuttavia ha bisogno di molte cose, «mentre lo stolto non ha bisogno di nulla (perché di nulla sa far uso) ma manca di tutto».
Il saggio ha bisogno delle mani, degli occhi e di molte altre cose necessarie alla vita di ogni giorno, ma di nessuna soffre la mancanza: infatti soffrire la privazione di qualcosa implica una necessità, mentre per il saggio niente costituisce una necessità assoluta.
Quantunque egli basti a se stesso, ha bisogno di amici, e desidera averne il maggior numero possibile.
Tuttavia non li cerca per vivere felice; anche senza amici, egli è felice.
La felicità, sommo bene, non cerca fuori di sé i mezzi per realizzarsi: è cosa intima, che sboccia da se stessa.
Comincia a essere in balìa della fortuna se va a cercare anche una parte di sé fuori della propria interiorità.

LETTERA 9 ...

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