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.Brani recitati

Anonimo – Verresti?

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Vorrei portarti con me.
Resisteresti poco, al freddo senza l’afa estiva ma sarebbe un’esperienza diversa, no? Poi ti riporterei indietro, come è giusto che sia.
Ma per un po’ ti porterei con me.
Ti racconterei le cose che non avrò il tempo di finire di dirti.
Solo per quello, per trovare il modo che duri di più.
Ti farei guardare il mare freddo, così apprezzeresti il tuo.
Ti farei una foto e la lascerei nel cassetto per le volte che avrò voglia di guardarti con i capelli scompigliati e il sorriso accennato.
Mangeremmo e dormiremmo poco perché non ci sarebbe il tempo; tutto quello che vorresti cercherei di dartelo.
Ti farei esprimere un desiderio e lo esaudirei.
Solo uno, perché tre non sarei capace.
Ti farei almeno un paio di domande scomode, perché così ti fideresti di me; perché così, se ti telefonassi almeno una volta, sussulteresti un pochino e quando deciderai di andare via, ci sarà almeno una volta ...

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Julio Cortázar – Preambolo ..

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Preambolo alle istruzioni per caricare l’orologio

Pensa a questo: quando ti regalano un orologio, ti regalano un piccolo inferno fiorito, una catena di rose, una cella d’aria.
Non ti danno soltanto l’orologio, tanti, tanti auguri e speriamo che duri perché di buona marca, svizzero con àncora di rubini; non ti regalano soltanto questo minuscolo scalpellino che ti legherai al polso e che andrà a spasso con te.
Ti regalano – non lo sanno, il terribile è che non lo sanno -, ti regalano un altro frammento fragile e precario di te stesso, qualcosa che è tuo ma che non è il tuo corpo, che devi legare al tuo corpo con il suo cinghino simile a un braccetto disperatamente aggrappato al tuo polso.
Ti regalano la necessità di continuare a caricarlo tutti i giorni, l’obbligo di caricarlo se vuoi che continui ad essere un orologio; ti regalano l’ossessione di controllare l’ora esatta nelle vetrine dei gioiellieri, alla radio, al telefono.
Ti ...

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George Jung – Ciao, papà…

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Ciao, papà…
sai, mi ricordo una vita fa .. quando ero poco più alto di un metro, pesavo al massimo 30 chili, ma ero ancora tuo figlio.
Quei sabati mattina che andavo a lavorare col mio papà e salivo su quel grande camion verde.
Mi sembrava che quello fosse il camion più grande dell’universo, papà.
Mi ricordo quant’era importante il lavoro che facevamo..e che, se non era per noi, la gente sarebbe morta di freddo.
Per me tu eri l’uomo più forte del mondo, papà.
Ti ricordi quei filmini quando mamma si vestiva come Loretta Young? E i gelati, le partite di football, Wayne e Tonno? Il giorno che partii per la California per poi tornare a casa con l’FBI che mi dava la caccia, e quell’agente dell’FBI che dovette mettersi in ginocchio per mettermi le scarpe, e tu dicesti “Quello è il tuo posto figlio di puttana: ad allacciare le scarpe a George”.
Quella si che fu bella…
Fu ...

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Anonimo – La forza dell’amore

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Quando proposi la teoria della relatività, pochissimi mi capirono, e anche quello che rivelerò a te ora, perché tu lo trasmetta all’umanità, si scontrerà con l’incomprensione e i pregiudizi del mondo.
Comunque ti chiedo che tu lo custodisca per tutto il tempo necessario, anni, decenni, fino a quando la società sarà progredita abbastanza per accettare quel che ti spiego qui di seguito.

Vi è una forza estremamente potente per la quale la scienza finora non ha trovato una spiegazione formale.
È una forza che comprende e gestisce tutte le altre, ed è anche dietro qualsiasi fenomeno che opera nell’universo e che non è stato ancora individuato da noi.
Questa forza universale è l’Amore.
Quando gli scienziati erano alla ricerca di una teoria unificata dell’universo, dimenticarono la più invisibile potente delle forze.
L’amore è luce, visto che illumina chi lo dà e chi lo riceve.

L’amore è gravità, perché fa in modo che alcune persone si sentano attratte da altre.
L’amore ...

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Amleto – Eppur non doveva …

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Eppure non era poi tanto pesante.
E beh no, dev’ essere piena d’acqua come un otre.
Sporcaccioncella, ripescata alla fogna! Non poteva finire che così dopo aver frugato senza metodo alcuno nella mia biblioteca.
Povera povera ragazza.
Così magra, così eroica, così inviolata, Ma pazienza.
È lo sfacelo, lo sfacelo.
Domani quel cafone di Fortebraccio ne avrebbe fatto la sua amante.
Quello è un turco o faccenda del genere.
E lei ne sarebbe morta di vergogna.
Morta, morta, andiamo.
La conosco bene, l’ho ammaestrata io.
Ne sarebbe morta fasciandosi alle spalle una assai brutta nomea di bella Elene, mentre invece così grazie a me….
Povera Ofelia, povera Lilì.
Ma l’Arte è tanto grande e la vita così breve.
E allora il male che non potevo fare a meno di farle la fece diventare così magra, ma così magra, che l’anello di fidanzamento da me una volta infilatole al dito le cadeva giù ogni momento, prova celeste che… Aveva l’aria troppo ...

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Oscar Wilde – Per sempre tuo

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Lunedì sera [29 aprile 1895]
Carcere di S.M., Holloway

Mio carissimo ragazzo,
questo è per assicurarti del mio amore immortale, eterno per te.
Domani sarà tutto finito.
Se la prigione e il disonore saranno il mio destino, pensa che il mio amore per te e questa idea, questa convinzione ancora più divina, che tu a tua volta mi ami, mi sosterranno nella mia infelicità e mi renderanno capace, spero, di sopportare il mio dolore con ogni pazienza.
Poiché la speranza, anzi, la certezza, di incontrarti di nuovo in un altro mondo è la meta e l’ incoraggiamento della mia vita attuale, ah! debbo continuare a vivere in questo mondo, per questa ragione.
Il caro *** mi è venuto a trovare oggi.
Gli ho dato parecchi messaggi per te.
Mi ha detto una cosa che mi ha rassicurato: che a mia madre non mancherà mia niente.
Ho sempre provveduto io al suo mantenimento, e il pensiero che avrebbe potuto soffrire delle ...

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