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Animali

Giorgio Panariello – Ero preparato

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Ero preparato a vederti andare via: stavi male da tempo, sapevo che sarebbe stata questione di settimane. Ma quando te ne sei andato, quando sono rientrato a casa e non c’era più il tuo bau a salutarmi… Ecco, in quel momento ho capito quanto lancinante potesse essere il dolore di perderti. Mai nella mia vita avrei pensato di stare così male. Ho pianto tutto il giorno, e il successivo, e chissà per quanto ancora.
Sì, quando ti ho portato a casa pensavo che saresti stato un perfetto nano da giardino, un bellissimo cane da mostrare a chi fosse venuto a trovarmi. Invece sei diventato un figlio per me. Mi hai cambiato, in meglio: per questo dico che non te ne sei mai andato davvero. Sei sempre qui, da qualche parte nel mio cuore e nel mio cervello.
Sai, amico mio, anche se sono passati tre anni da quando non ci sei più, vivi nei miei pensieri. E non solo in ...

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Giorgio Panariello – Mi hai cambiato la vita

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Caro Zeus,
da dove cominciare? Dalla prima volta che ti ho visto? Dall’allevamento? Dalle tue lotte con il guinzaglio? Dalle tue battaglie con i piccioni?
Vabbè, ho deciso, comincio dai nani da giardino: quegli inquietanti folletti con cui si riempie il prato di fronte a casa in attesa che crescano le piante.
Ecco, prima di conoscerti per me i cani erano come quei nani lì. M’ero appena preso una nuova casa con giardino e così ho pensato bene di comprarmi un cane, un po’ perché facesse da guardia – non si sa mai, no? – e un po’ per giocarci ogni tanto.
Tutto pensavo, meno che mi avresti cambiato per sempre la vita.

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Anthony De Mello – Un giorno, mi trovavo

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Un giorno, mi trovavo sulle coste irlandesi e vidi arrivare uno stormo di oche selvatiche di ritorno dall’Islanda.
Mentre le stavo osservando, mi si avvicinò un uomo che mi raccontò di come si svolge il loro viaggio.
Mi spiegò che lo stormo poteva giungere a destinazione solo se i suoi componenti si fossero aiutati a vicenda.
Mi disse che le oche volano sempre in una caratteristica formazione a V, e che se ogni uccello mantiene la corretta posizione, l’aria crea un sostegno di cui gode tutto lo stormo.
E se un elemento esce dalla fila, gli altri sentono subito aggravarsi il peso e la fatica del volo.
Mi disse inoltre che davanti a tutti si mette l’uccello più forte e questo detiene il comando per tutto il tempo che gli è possibile, spostandosi poi nella posizione più arretrata, quando non riesce più a mantenere un’adeguata velocità.
Ma dal fondo continua a lanciare un grido di incitamento, per incoraggiare quelli davanti ...

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Luis Sepùlveda – Quella sera i gatti ..

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Quella sera i gatti si stupirono che la gabbianella non venisse a mangiare il suo piatto preferito: i calamari che Segretario trafugava nella cucina del ristorante.
Molto preoccupati la cercarono, e fu Zorba a trovarla, triste e avvilita, fra gli animali imbalsamati.
«Non hai fame, Fortunata? Ci sono i calamari» spiegò Zorba.
La gabbianella non aprì becco.
«Ti senti male?» insisté preoccupato Zorba. «Sei malata?»
«Vuoi che mangi per farmi ingrassare?» domandò lei senza guardarlo.
«Perché tu cresca sana e forte» rispose Zorba.
«E quando sarò grassa, inviterai i topi a mangiarmi?» stridette con i lucciconi agli occhi.
«Da dove tiri fuori queste sciocchezze?» miagolò deciso Zorba.
Lì lì per scoppiare a piangere, Fortunata gli riferì tutto quello che Mattia le aveva strillato. Zorba le leccò le lacrime e all’improvviso si sentì miagolare come non aveva mai fatto prima.
«Sei una gabbiana. Su questo lo scimpanzé ha ragione, ma solo su questo. Ti vogliamo tutti bene, Fortunata. E ti vogliamo ...

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Milan Kundera – Non esiste alcuna certezza ..

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Non esiste alcuna certezza che Dio abbia affidato davvero all’uomo il dominio sulle altre creature.
È invece più probabile che l’uomo si sia inventato Dio per santificare il dominio che egli ha usurpato sulla mucca o sul cavallo.

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Marguerite Yourcenar – Ci sarebbero meno bambini martiri ..

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Ci sarebbero meno bambini martiri se ci fossero meno animali torturati, meno vagoni piombati che trasportano alla morte le vittime di qualsiasi dittatura, se non avessimo fatto l’abitudine ai furgoni dove gli animali agonizzano senza cibo e senz’acqua diretti al macello.

da “Chi sa se lo spirito delle bestie scende giù sotto terra”

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