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.Amico - Amicizia

Vinícius de Moraes – Tenho amigos que não sabem

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Tenho amigos que não sabem o quanto são meus amigos.
Não percebem o amor que lhes devoto e a absoluta necessidade que tenho deles.
A amizade é um sentimento mais nobre do que o amor,.eis que permite que o objeto dela se divida em outros afetos, enquanto o amor tem intrínseco o ciúme, que não admite a rivalidade.
E eu poderia suportar, embora não sem dor, que tivessem morrido todos os meus amores, mas enlouqueceria se morressem todos os meus amigos !
Até mesmo aqueles que não percebem o quanto são meus amigos e o quanto minha vida depende de suas existências ….
A alguns deles não procuro, basta-me saber que eles existem.
Esta mera condição me encoraja a seguir em frente pela vida.
Mas, porque não os procuro com assiduidade, não posso lhes dizer o quanto gosto deles.
Eles não iriam acreditar.
Muitos deles estão lendo esta crônica e não sabem que estão incluídos na sagrada relação de meus ...

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Diego De Silva – Il bello del parlare

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Il bello del parlare con mia suocera, stavo dicendo, è che con lei non devi mai giustificarti di nulla.
Lo so che suona un po’ strano, ma se ci pensate su, la maggior parte dei rapporti umani è fatta in larga misura di giustificazioni.
Assunta, invece – sarà perché è allergica alla parola superflua; perché ha un’intelligenza parecchio prensile e le basta poco per afferrare i concetti; perché non sopporta la gente che piagnucola (e anche perché, diciamolo, quando vuole sa essere veramente stronza) -, ha questa prerogativa tutta sua di non aspettarsi mai niente dagli altri, ma proprio da nessuno, e siccome te lo comunica subito, questo disinteresse all’utile in qualsiasi forma, quest’impostazione a titolo gratuito dei rapporti che instaura ti mette meravigliosamente a tuo agio.
Perché è bellissimo avere a che fare con qualcuno che non ti chiede niente (che poi è esattamente il patto fondativo dell’amicizia, e insieme la ragione per cui le amicizie si rompono).

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Malwida von Meysenbug – L’amicizia è uno

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L’amicizia non biasima nel momento della difficoltà, non dice con fredda ragionevolezza: se tu avessi fatto così o così.
Apre semplicemente le braccia e dice: non voglio sapere, non giudico, qui c’è un cuore dove puoi riposare.

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Dimitris Mingas – Amico mio

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Amico mio
Tra poco sarà l’alba e in questo giorno di festa ho deciso di scriverti, anche se tu non rispondi.
Le lettere a volte sono come i libri mediocri o un amore disperato; non hanno destinatario.
Hai sempre sostenuto che si muore davvero soltanto quando gli amici e le persone care si dimenticano di te.
Finora ho cercato di credere in queste tue parole e oggi che finalmente ho in mano il nostro libro, ho deciso di scriverti.
Dopo tanti anni di amarezze e delusioni, ho deciso di pubblicarlo a mie spese.
Che cosa si prova, come si reagisce quando si vede stampato qualcosa che si è scritto noi? Alcuni sostengono che i pensieri fissati su un foglio di carta sono un corpo estraneo, esterno a te.
È sbagliato! In quelle pagine ci sei tu mentre corri scalzo sulla sabbia.
E mentre le sfogli sei sempre più solo e più nudo…
Le lettere e le parole non bastano a ...

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James Patterson – Una vita equilibrata

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Ecco come mi raffiguro una vita equilibrata.
È come essere un giocoliere che usa quattro palle chiamate lavoro, famiglia, amici, umore.
Be’, quella del lavoro è di gomma: se te la lasci sfuggire di mano, rimbalza e ti ritorna.
Le altre palle, invece … sono fatte di vetro …

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Luis Sepùlveda – Quella sera i gatti ..

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Quella sera i gatti si stupirono che la gabbianella non venisse a mangiare il suo piatto preferito: i calamari che Segretario trafugava nella cucina del ristorante.
Molto preoccupati la cercarono, e fu Zorba a trovarla, triste e avvilita, fra gli animali imbalsamati.
«Non hai fame, Fortunata? Ci sono i calamari» spiegò Zorba.
La gabbianella non aprì becco.
«Ti senti male?» insisté preoccupato Zorba. «Sei malata?»
«Vuoi che mangi per farmi ingrassare?» domandò lei senza guardarlo.
«Perché tu cresca sana e forte» rispose Zorba.
«E quando sarò grassa, inviterai i topi a mangiarmi?» stridette con i lucciconi agli occhi.
«Da dove tiri fuori queste sciocchezze?» miagolò deciso Zorba.
Lì lì per scoppiare a piangere, Fortunata gli riferì tutto quello che Mattia le aveva strillato. Zorba le leccò le lacrime e all’improvviso si sentì miagolare come non aveva mai fatto prima.
«Sei una gabbiana. Su questo lo scimpanzé ha ragione, ma solo su questo. Ti vogliamo tutti bene, Fortunata. E ti vogliamo ...

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