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.Amico - Amicizia

Jeff Foster – Semplicemente siedi

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Semplicemente siedi, senza aspettative, con qualcuno che è nel dolore, nella paura o nella solitudine o anche nella disperazione, senza cercare di aggiustarli in alcun modo, di manipolare la loro esperienza per farla adattare alla tua idea di come dovrebbe essere;
ascolta solamente, senza giocare il ruolo di “esperto” o “guru illuminato” o di “quello che sa”;
sii solo totalmente disponibile a chi è di fronte a te, e cammina con loro attraverso il fuoco, stringi le loro mani quando davvero sono a terra.
Ecco come ci si comincia a guarire l’un l’altro, attraverso l’amore.
Oltre ogni ruolo, non protetti, irrisolti, indifesi, davvero allora ci incontriamo.

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Giorgio Panariello – Ero preparato

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Ero preparato a vederti andare via: stavi male da tempo, sapevo che sarebbe stata questione di settimane. Ma quando te ne sei andato, quando sono rientrato a casa e non c’era più il tuo bau a salutarmi… Ecco, in quel momento ho capito quanto lancinante potesse essere il dolore di perderti. Mai nella mia vita avrei pensato di stare così male. Ho pianto tutto il giorno, e il successivo, e chissà per quanto ancora.
Sì, quando ti ho portato a casa pensavo che saresti stato un perfetto nano da giardino, un bellissimo cane da mostrare a chi fosse venuto a trovarmi. Invece sei diventato un figlio per me. Mi hai cambiato, in meglio: per questo dico che non te ne sei mai andato davvero. Sei sempre qui, da qualche parte nel mio cuore e nel mio cervello.
Sai, amico mio, anche se sono passati tre anni da quando non ci sei più, vivi nei miei pensieri. E non solo in ...

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Giorgio Panariello – Mi hai cambiato la vita

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Caro Zeus,
da dove cominciare? Dalla prima volta che ti ho visto? Dall’allevamento? Dalle tue lotte con il guinzaglio? Dalle tue battaglie con i piccioni?
Vabbè, ho deciso, comincio dai nani da giardino: quegli inquietanti folletti con cui si riempie il prato di fronte a casa in attesa che crescano le piante.
Ecco, prima di conoscerti per me i cani erano come quei nani lì. M’ero appena preso una nuova casa con giardino e così ho pensato bene di comprarmi un cane, un po’ perché facesse da guardia – non si sa mai, no? – e un po’ per giocarci ogni tanto.
Tutto pensavo, meno che mi avresti cambiato per sempre la vita.

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Erri De Luca – Izet Sarajlic – Non sono nemico

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Non sono nemico di nessun popolo.
Non considero amica nessuna bomba, non considero nemico nessun ferito.
È un lusso, lo so, non sono stato messo alla prova da nessuna guerra.
Però così stanno le mie cose: amo ogni popolo e nessun governo.
E ho schifo di vedere il mio paese coinvolto in questo e ho schifo di sentire la giustificazione: per scopi umanitari.

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Seneca – Vivi in modo da …

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Vivi in modo da non aver segreti nemmeno per i tuoi nemici.
Poiché, però ci sono cose che è abitudine tener nascoste, dividi con l’amico ogni tua preoccupazione, ogni tuo pensiero.
Se lo giudichi fidato, lo renderai anche tale.
Chi ha paura di essere ingannato insegna a ingannare e i suoi sospetti autorizzano ad agire disonestamente.
Perché di fronte a un amico dovrei pesare le parole?
Perché davanti a lui non dovrei sentirmi come se fossi solo?

Lettere a Lucilio, Libro I, 3

 

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Valerio Magrelli – Ci conosciamo da anni

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Quattro elefanti appesi sulla culla
rosso, blu, giallo e nero
ma quello in fondo – Nulla,
è d’ombra, non è vero

Ci conosciamo da anni, ma oggi è un giorno speciale.
Infatti il mio amico poeta non sa ancora che aspetto un bambino, il mio primo bambino.
(Perché non si dice mai che anche gli uomini “aspettano”? Certo, la sofferenza, la deformazione, la nausea – insomma le torture della gravidanza, gli sono risparmiate, e tuttavia anche loro “aspettano”, aspettano in una specie di limbo, sospesi, estranei ma partecipi, o quantomeno correi).
Allora, dopo i saluti, l’Annunciazione.
Lui sorride, di quel bel sorriso chiaro e rassicurante che hanno alcuni credenti (perché lui crede, mentre io vorrei non credere; mi limito a bestemmiare, ma anche quella è una forma di rosario).
Sorride, dico, e si alza per abbracciarmi.
Io, trepidante, gli chiedo: «Ma com’è? com’è, avere un figlio?»
E lui, sempre sorridente, si avvicina alla scrivania.
Mi fissa un istante, sereno, poi, ...

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