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.Amico - Amicizia

Erri De Luca – Quando c’è poco tempo

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Quando c’è poco tempo e bussano alla porta i gendarmi, quando battono la tua città con l’artiglieria, quando sei in un letto di ospedale, dietro una graticola di sbarre, quando arrivi troppo tardi, quando ti mancano le parole e il fiato è corto, allora la poesia, una, prende il tuo posto, prende la tua mano che non ci arriva, e arriva.
Negli assedi, nelle prigioni, nelle cantine su pezzi di carta di fortuna si scrivono poesie.
Ante Zemljar ne scriveva su carta di sacchi di cemento, con un pezzetto di carbone.
A Goli Otok, colonia penale per dissidenti di Tito, era proibito scrivere.
Nel ghetto di Lodz Isaia Spiegel nel ‘43 scarabocchiava nel suo yiddish di braccato:
“II mio corpo è un pane
calato in un calice di sangue”.
Poesia succede dove essa è d’improvviso indispensabile.
Essa è urgente anche se in quel momento il poeta non riesce a scrivere neanche il suo nome sulla porta di casa.
Izet Sarajlic ...

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Dinah Maria Craik – Oh il conforto

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Oh il conforto, l’inesprimibile conforto di sentirsi sicuro con una persona: di non avere né da pensare i pensieri, né da misurare le parole, ma solo da elargirli.
Proprio come sono pula e grano insieme, sapendo che una mano fedele li prenderà e setaccerà, terrà quello che vale la pena di tenere e poi, con il fiato della gentilezza, soffierà via il resto.

QUI l’originale in Inglese

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Seneca – Seneca Lucilio suo salutem

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Seneca Lucilio suo salutem
Mentiuntur qui sibi obstare ad studia liberalia turbam negotiorum videri volunt: simulant occupationes et augent et ipsi se occupant.
Vaco, Lucili, vaco, et ubicumque sum, ibi meus sum.
Rebus enim me non trado sed commodo, nec consector perdendi temporis causas; et quocumque constiti loco, ibi cogitationes meas tracto et aliquid in animo salutare converso.
Cum me amicis dedi, non tamen mihi abduco nec cum illis moror quibus me tempus aliquod congregavit aut causa ex officio nata civili, sed cum optimo quoque sum; ad illos, in quocumque loco, in quocumque saeculo fuerunt, animum meum mitto.
Demetrium, virorum optimum, mecum circumfero et relictis conchyliatis cum illo seminudo loquor, illum admiror.
Quidni admirer? Vidi nihil ei deesse.
Contemnere aliquis omnia potest, omnia habere nemo potest: brevissima ad divitias per contemptum divitiarum via est.
Demetrius autem noster sic vivit, non tamquam contempserit omnia, sed tamquam aliis habenda permiserit.
Vale.

QUI la versione italiana

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Antoine de Saint-Exupéry – L’amico è innanzi

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L’amico è innanzi tutto colui che non giudica.
Egli apre la porta al viandante, alle sue stampelle, al suo bastone deposto in un canto e non gli chiede di danzare per giudicare la sua danza.
E se il viandante parla della primavera oramai sopraggiunta, l’amico è colui che riceve dentro di sé la primavera.
E se egli racconta l’orrore della carestia nel villaggio dal quale proviene, l’amico soffre con lui la fame.
Nell’uomo, l’amico è la parte destinata a te e che apre per te una porta che forse non aprirebbe mai per nessun’altro.

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Roy Martina – Un giorno in cui

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Un giorno in cui ero totalmente esausto dopo avere tirato cinquecento calci al sacco, il mio maestro Frits Jaspers mi disse: «Roy, per diventare un campione non puoi accontentarti di fare una cosa ordinaria.
Devi spingerti a fare qualcosa di straordinario: alzati e tira altri duecentocinquanta calci, e quando senti che non puoi più sferrarne nemmeno uno, tirane altri cento!» Sensei Jaspers era il mio modello, uno dei migliori praticanti di arti marziali che avessi mai incontrato, e desideravo diventare bravo come lui.
Perciò, quando mi sfidò a oltrepassare la mia zona di comfort e a dare di più di quel che ritenevo possibile decisi di provarci con tutto me stesso.
Tirarsi indietro non era contemplato.
Mi alzai e cominciai a sferrare calci immaginando di combattere contro un esercito di duecentocinquanta soldati che voleva uccidermi.
Riuscii a tirare duecentocinquanta calci.
Soddisfatto per avere raggiunto l’obiettivo, crollai a terra senza fiato.
Sensei Jaspers mi guardò e disse: «Hai fatto più di ...

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Richard Bach – Può forse una distanza..

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 “Può forse una distanza materiale separarci davvero dagli amici?
Se desideri essere accanto a qualcuno che ami, non ci sei forse già?”

Rae, cara!
Grazie per avermi invitato per il tuo compleanno!
La tua casa è distante mille miglia dalla mia, e io sono uno che si mette in viaggio solo quando ne vale la pena. Ebbene, ne val proprio la pena, se si tratta di prender parte alla tua festa.
Non vedo l’ora di essere da te!
Il mio viaggio è cominciato dentro il cuore di un piccolo uccello, un colibrì che conoscemmo insieme, io e te, tanto tempo fa. Lo trovai cordiale come sempre, anche stavolta. E tuttavia – quando gli dissi che la piccola Rae stava crescendo e che io stavo andando alla festa per il suo compleanno con un regalo lui rimase perplesso.
Per un pezzo badammo a volare in silenzio, e alla fine lui mi disse: “Ci capisco ben poco, in quel che dici, ma ...

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