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Amo tutto ciò che è stato,
tutto quello che non è più,
il dolore che ormai non mi duole,
l’antica e erronea fede,
l’ieri che ha lasciato dolore,
quello che ha lasciato allegria
solo perché è stato, è volato
e oggi è già un altro giorno.
Al centro di un campo vidi una gabbia
le cui sbarre erano state forgiate
da una mano particolarmente abile.
In un angolo della gabbia
C’è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna si vede
Non cercare di comprendere la vita!
E allora ti sarà tutta una festa….
Lascia che ogni giorno incontro a te
prorompa inopinato
Lo avrai
camerata Kesserling
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costituirà
a deciderlo tocca a noi
Dite:
È faticoso frequentare i bambini.
Avete ragione.
Poi aggiungete: