Poesie

Emanuel Carnevali – Ineffabile

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Autore: Emanuel Carnevali -

Emanuel-Carnevali-Ineffabile

I

L’oscenità è un corpo malato che si mostra.
La purezza è un bel corpo che si mostra
in certe occasioni e senza saperlo.
L’oscenità è una strega stanca
che conta le sue tresche amorose.
La purezza non tiene i conti:
si dà generosamente.
L’oscenità è sudiciume su una faccia
che altrimenti sarebbe bella.
La purezza è una faccia nuda che non si vergogna.

II

Il terremoto ha dita piccole;
Lo puoi capire
dalla caduta di minuscoli pezzi di intonaco.

III

Le città diventano sempre più grandi –
nulla le può fermare.
È scritto nei libri degli dei terribili
che siedono alti sulle città e la campagna
ma non possono vedere,
che lavorano con mani cieche,
che non immaginano nemmeno
di cosa ha bisogno l’anima dell’uomo.

IV

Le stelle, sono forse i semi di certi fiori,
e i fiori quando fioriranno?
La terra è come un’arancia,
e chi la mangerà?
Il mare continua a borbottare
chi dirà che ne ha il diritto?

V

Il vento è uno stallone
selvaggio e splendido.
Il vento è un cavaliere
che cavalca sul dorso di una nuvola.
Il vento è uno sciocco
a far l’amore con gli alberi infedeli
che non lo ricambiano,
perché lui vorrebbe piegarli mentre loro
stendono le braccia al cielo.

VI

Ho imparato a non temere la morte,
io che muoio una volta al giorno.
Ho imparato a farmi beffe della vita,
io che vivo così poco.
Ho imparato a non provare amore
il mio cuore di legno mi ha aiutato.

Da “Il primo dio – Poesie scelte”

Letta da Emidio Clementi – Corrado Nuccini – Emanuele Reverberi