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La fine è il mio inizio

Tiziano Terzani – Nessuno mi ha mai detto “Volerai”.

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Nessuno mi ha mai detto “Volerai”.
Nessuno mi ha promesso “Non morirai”.
Eppur senz’ali ho già volato tanto e “ora” senza alcun rimpianto, di promesse mancate, di cose incompiute, senza pena aggiunta mi preparo a volare un’altra volta.

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Tiziano Terzani – Ho fatto questo ..

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Ho fatto questo mio mestiere proprio come una missione religiosa, se vuoi, non cedendo a trappole facili.
La più facile, te ne volevo parlare da tempo, è il Potere.
Perché il potere corrompe, il potere ti fagocita, il potere ti tira dentro di sé!
Capisci?
Se ti metti accanto a un candidato alla presidenza in una campagna elettorale, se vai a cena con lui e parli con lui diventi un suo scagnozzo, no?
Un suo operatore.
Non mi è mai piaciuto.
Il mio istinto è sempre stato di starne lontano.
Proprio starne lontano, mentre oggi vedo tanti giovani che godono, che fioriscono all’idea di essere vicini al Potere, di dare del “tu” al Potere, di andarci a letto col Potere, di andarci a cena col Potere, per trarne lustro, gloria, informazioni magari.
Io questo non lo ho mai fatto.
Lo puoi chiamare anche una forma di moralità.
Ho sempre avuto questo senso di orgoglio che io al potere gli stavo ...

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Tiziano Terzani – Questa è la fine, ma è anche l’inizio.

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Questa è la fine, ma è anche l’inizio.
Di una storia che è la mia vita e di cui mi piacerebbe ancora parlare con te per vedere insieme se, tutto sommato, c’è un senso.

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Tiziano Terzani – Perché il morire ci deve far così paura?

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Be’, forse nella morte avviene qualcosa di simile al sonno.
O forse non avviene niente.
Ma ti assicuro che mi avvicino a questo appuntamento non come a un incontro con una signora vestita di nero, con una falce che miete, che è sempre stata una visione dell’orrore.
Mi avvicino a questo appuntamento di quiete, secondo me, a cuor leggero, come davvero non l’ho mai avuto prima.
E forse lo debbo proprio alla combinazione di fatti che ti ho spiegato: quello di avere un po’ imparato a morire prima di morire, quello di aver rinunciato ai desideri, e quello di aver succhiato dal terreno sacro dell’India la sensazione che l’India ti dà: che è nata, è morta, è nata e morta tanta gente; e che quest’esperienza del nascere, vivere e morire è quella più comune agli uomini.
Perché il morire ci deve far così paura? E la cosa che hanno fatto tutti! Miliardi e miliardi e miliardi di uomini, gli assiro-babilonesi, ...

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Tiziano Terzani – Una strada c’è nella vita,

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Una strada c’è nella vita, e la cosa buffa è che te ne accorgi solo quando è finita.
Ti volti indietro e dici: “Oh. ma guarda, c’è un filo”.
Quando lo vivi non lo vedi, eppure c’è.
Perché tutte le scelte che fai sono determinate, tu credi, dal tuo libero arbitrio, ma anche questa è una balla.
Sono determinate da qualcosa dentro di te che innanzi tutto è il tuo istinto, e poi forse da qualcosa che i tuoi amici indiani chiamano il karma e con cui spiegano tutto, anche ciò che a noi è inspegabile.
Forse quel concetto ha qualche fondamento perché ci sono cose nella nostra vita che non si spiegano se non con l’accumularsi dei meriti o colpe di vite precedenti.

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Tiziano Terzani – Insomma, chi sono le persone che ti hanno ispirato?

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FOLCO : Insomma, chi sono le persone che ti hanno ispirato?
TIZIANO : Sai, purtroppo i grandi scomparivano quando io crescevo. Però ricordo, ti farà ridere… Per me Albert Schweitzer è stato una rivelazione quando ero ragazzino. Quest’uomo che fa il pianista e il filosofo e che a un certo punto si mette a studiare medicina per andare ad aprire un ospedale sulla riva di un fiume in mezzo all’Africa! Tanti altri, Einstein, Bertrand Russell che leggevo, e tanta bella gente che incontri via via e ognuno di loro ti dà qualcosa.
Per esempio, mi ha colpito moltissimo La Pira. Io frequentavo l’oratorio di don Bensi, il maestro di don Milani, e ogni sera passava quest’uomo, che allora era sindaco di Firenze, che con la sua cartellina tornava in convento. Perché La Pira ha vissuto la sua vita nel convento di San Marco. Sai, un uomo così…
Quella era la gente che m’ispirava. Non era una questione di soldi, di ...

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