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Patrick Fogli

Patrick Fogli – Ho aspirato, sentito il sapore, ..

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Ho aspirato, sentito il sapore, perso il controllo.
Stava succedendo quello che avevo sempre voluto, vedevo me stessa alle spalle di me stessa.
Ero libera, la gabbia se n’era andata, potevo esistere.
Ho avuto paura di quella libertà, figlia mia che non saprai mai queste cose.
Paura di non poter rientrare, paura che quello slancio fosse senza fine, che avrei continuato a volare fino a smarrirmi, come un palloncino che perde contatto col suolo e non può far altro che scoppiare.
[…]
Sono stupida, figlia mia, della stupidità della solitudine e del terrore.

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Patrick Fogli – E mi chiedo se

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E mi chiedo se il mio cervello non tenti di curare la ferita della tua assenza, aggiungendo immagini che non appartengono alla realtà, nello sforzo infinito di allungare il passato, per trarre da ieri la forza necessaria ad affrontare oggi.
Una domanda inutile, la mia. Ne sono consapevole.

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Patrick Fogli – Ho aspirato ..

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Ho aspirato, sentito il sapore, perso il controllo.
Stava succedendo quello che avevo sempre voluto, vedevo me stessa alle spalle di me stessa.
Ero libera, la gabbia se n’era andata, potevo esistere.
Ho avuto paura di quella libertà, figlia mia che non saprai mai queste cose.
Paura di non poter rientrare, paura che quello slancio fosse senza fine, che avrei continuato a volare fino a smarrirmi, come un palloncino che perde contatto col suolo e non può far altro che scoppiare.
[…]
Sono stupida, figlia mia, della stupidità della solitudine e del terrore.

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Patrick Fogli – Oggi che il Nulla è arrivato

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Oggi che il Nulla è arrivato a visitare la mia vita, mi pento della scelta che ho fatto.
Vorrei aver mollato tutto, sacrificato ogni ambizione e poter ricordare qualche istante in più con te.
I ricordi, nella disperazione, sono la medicina, il sintomo e la malattia.
Ti aiutano a raggiungere il battito successivo e lo rendono inavvicinabile.
Diventa impossibile sperare e, allo stesso tempo, non sai fare altro.
Sei un ricordo, figlia mia.
Un album con un numero finito di pagine e pagine bianche che non voglio strappare e sono costretta a sfogliare ogni giorno.

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Patrick Fogli – Quando sei arrivata

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Quando sei arrivata non ti stavo cercando.
Tuo padre voleva un figlio, lo aveva sempre voluto.
Per  un po’ lo ho voluto anch’io.
Lo abbiamo cercato.
Un giorno sei arrivata tu.
Quello che non sai, che non sa tuo padre, che non saprete mai, è che gli stavo mentendo.
Prendevo la pillola da due mesi e quel giorno, solo e soltanto quello, l’ho dimenticata.
Poi non ho avuto il coraggio di dirgli la verità, che non ero pronta che non volevo.
Ho amato la sua felicità come se fosse la mia.
E ho amato te figlia mia, e quella dimenticanza (della pillola) come un segno fortunato che tutto può diventare migliore, anche se non lo vuoi, anche se non lo meriti.
Ero un’egoista, lo so, ma a volte le cose migliori vengono dal peggio

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Patrick Fogli – La paura è una pagina bianca

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La paura è una pagina bianca, è una quarta di copertina che sei costretto a chiudere, è una storia che termina senza un finale.
La vita non ha un finale.
Le storie, ne hanno bisogno.
La vita, semplicemente, spesso senza preavviso, finisce.
Così, sono costretta a tornare indietro, a cercare l’inizio.

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