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Oriana Fallaci

Oriana Fallaci – Come un legno ..

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Come un legno che va alla deriva, incapace d’opporsi alla corrente del fiume, ignaro se l’acqua lo scaglierà sulla sponda o lo trascinerà fino al mare, così me ne andavo nella tua esistenza durante quell’autunno.
La mia battaglia contro l’amore, il cancro, era ormai perduta.
La mia fuga, un colpo di cannone sparato a salve.
E invano, oppressa dalla sensazione d’aver commesso un errore senza rimedio, mi chiedevo dove avessi sbagliato.
Capirlo, del resto, mi sarebbe servito a ben poco

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Oriana Fallaci – Alekos, cosa significa

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Alekos, cosa significa essere un uomo?
“Significa avere coraggio, avere dignità.
Significa credere nell’umanità.
Significa amare senza permettere a un amore di diventare un’àncora.
Significa lottare.
E vincere.
Guarda, più o meno quel che dice Kipling in quella poesia intitolata Se.
E per te cos’è un uomo?”
Direi che un uomo è ciò che sei tu, Alekos.

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Oriana Fallaci – È un Paese così diviso …

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È un Paese così diviso, l’Italia.
Così fazioso, così avvelenato dalle sue meschinerie tribali!
Si odiano anche all’interno dei partiti, in Italia.
Non riescono a stare insieme nemmeno quando hanno lo stesso emblema, lo stesso distintivo.
Gelosi, biliosi, vanitosi, piccini, non pensano che ai propri interessi personali.
Non si preoccupano che per la propria carrieruccía, la propria gloriuccia, la propria popolarità di periferia e da periferia.
Pei propri interessi personali si fanno i dispetti, si tradiscono.
Si accusano, si sputtanano…

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Oriana Fallaci – Io mi diverto ad avere trent’anni

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Io mi diverto ad avere trent’anni, io me li bevo come un liquore i trent’anni: non li appassisco in una precoce vecchiaia ciclostilata su carta carbone.
Ascoltami, Cernam, White, Bean, Armstrong, Gordon, Chaffee: sono stupendi i trent’anni, ed anche i trentuno, i trentadue, i trentatré, i trentaquattro, i trentacinque!
Sono stupendi perché sono liberi, ribelli, fuorilegge, perchè è finita l’angoscia dell’attesa, non è incominciata la malinconia del declino, perché siamo lucidi, finalmente, a trent’anni!
Se siamo religiosi, siamo religiosi convinti.
Se siamo atei, siamo atei convinti.
Se siamo dubbiosi, siamo dubbiosi senza vergogna.
E non temiamo le beffe dei ragazzi perché anche noi siamo giovani, non temiamo i rimproveri degli adulti perchè anche noi siamo adulti.
Non temiamo il peccato perché abbiamo capito che il peccato è un punto di vista, non temiamo la disubbidienza perché abbiamo scoperto che la disubbidienza è nobile.
Non temiamo la punizione perché abbiamo concluso che non c’è nulla di male ad amarci se ci ...

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Oriana Fallaci – È la molla della vita, il coraggio.

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È la molla della vita, il coraggio.
Accendemmo il fuoco perché avemmo il coraggio.
Uscimmo dalle caverne e piantammo il primo seme perché avemmo coraggio.
Ci gettammo in acqua e poi in cielo perché avemmo coraggio.
Inventammo le parole e i numeri, affrontammo le fatiche del pensiero, perché avemmo coraggio.
La storia dell’Uomo è anzitutto e soprattutto una storia di coraggio : la prova che senza il coraggio non fai nulla, che se non hai coraggio nemmeno l’intelligenza ti serve.
E il coraggio ha molti volti : il volto della generosità, della vanità, della curiosità, della necessità, dell’orgoglio, dell’innocenza, dell’incoscienza, dell’odio, dell’allegria, della disperazione, della rabbia, e perfino della paura cui rimane spesso legato da un vincolo quasi filiale.
Però esiste un coraggio che non ha niente a che fare con quei tipi di coraggio : il coraggio cieco e sordo e illimitato, suicida, che nasce dall’amore.
Non ha confini il coraggio che nasce dall’amore e per amore si realizza. ...

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Oriana Fallaci – L’abitudine è la più infame ..

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L’abitudine è la più infame delle malattie, perché ci fa accettare qualsiasi disgrazia, qualsiasi dolore, qualsiasi morte.
Per abitudine si vive accanto a persone odiose, si impara a portare le catene a subire ingiustizie, a soffrire, ci si rassegna al dolore, alla solitudine, a tutto.
L’abitudine è il più spietato dei veleni perché entra in noi lentamente, silenziosamente e cresce a poco a poco nutrendosi della nostra inconsapevolezza, e quando scopriamo d’averla addosso ogni gesto s’è condizionato, non esiste più medicina che possa guarirci.

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