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Khalil Gibran

Khalil Gibran – La parentela

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Credo vi siano al mondo, gruppi di persone e individui che sono affini indipendentemente dalla razza.
Dimorano nello stesso regno della coscienza.
È questa la parentela, semplicemente questa.

 

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Gibran – Ho trovato la schiavitù ..

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Ho trovato la schiavitù cieca, che lega il presente degli uomini al passato dei loro genitori, e li spinge a sottomettersi alle loro tradizioni e ai loro costumi, collocando spiriti antichi entro corpi nuovi.
Ho trovato la schiavitù muta, che vincola la vita di un uomo a una moglie che aborre, e pone il corpo di una donna nel letto d’un marito odiato, uccidendo lo spirito in entrambe le vite.
Ho trovato la schiavitù sorda, che soffoca il cuore e l’anima, riducendo l’uomo a l’eco vuota di una voce, alla pietosa ombra del suo corpo.
Ho trovato la schiavitù zoppa, che sottopone la nuca dell’uomo al giogo del tiranno e sottomette corpi forti e menti deboli ai figli della Cupidigia perchè ne facciano strumenti del loro potere.
Ho trovato la schiavitù brutta, che discende con gli spiriti dei fanciulli del vasto firmamento fino alla casa della Miseria, dove il Bisogno vive accanto all’Ignoranza, e l’Umiliazione coabita con la Disperazione.
E ...

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Kahlil Gibran – Ogni seme che

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Ogni seme che l’autunno getta nelle profondità della terra ha un modo suo proprio di separare nucleo e involucro al fine di formare le foglie, i fiori e i frutti.
Ma quali che siano i modi, lo scopo delle peregrinazioni di tutti i semi è identico: arrivare a levarsi innanzi al volto del sole.

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Gibran – Non si progredisce …

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Non si progredisce cercando di migliorare ciò che già è stato fatto, bensì cercando di  realizzare ciò che ancora non esiste.

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Gibran – Sono uno di quelli ..

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Sono uno di quelli a cui la vita ha donato molti amici e ci sono moltissimi che vogliono il mio bene.
Ma dimmi : c’è nessuno di questi amici sinceri a cui possa dire :
“Ti prego, porta la mia croce un solo giorno”?
C’è nessuno che sappia che dietro le nostre canzoni c’è una canzone che non è afferrabile in suoni nè ha corde sulle quali indugiare ?
C’è nessuno che legga la gioia del nostro dolore e il dolore della nostra gioia?
Bisogna essere in due per scoprire la verità: l’uno per dirla, l’altro per capirla.

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Gibran – Mio padre e mia madre ..

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Mio padre e mia madre desideravano un figlio, ed essi mi generarono.
E io desideravo una madre e un padre e generai la notte e il mare.

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