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Haruki Murakami

Haruki Murakami – Cammino lungo la riva ..

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Cammino lungo la riva della coscienza, dove le onde si muovono in un flusso e riflusso continuo.
Quando arrivano, lasciano dietro di sé delle scritte che subito l’ondata successiva cancella.
Cerco di leggerle in fretta, nel breve intervallo fra un’onda e l’altra.
Ma non è facile.
Prima che faccia in tempo a leggere, arriva una nuova onda a cancellare tutto.
Nella coscienza rimangono solo indecifrabili frammenti di parole.

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Haruki Murakami – ..la forza che cerco

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..la forza che cerco non ha a che vedere col vincere o perdere.
Non voglio un muro per respingere la forza che viene dall’esterno.
Quello che voglio è la forza per ricevere gli assalti che arrivano, e sopportarli.
L’ingiustizia, la sfortuna, la tristezza, i malintesi, le incomprensioni…
Voglio la forza per sopportare tranquillamente tutte queste cose.

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Haruki Murakami – Amare è così ..

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Amare è così, caro Tamura Kafka.
Sei solo tu a provare quelle sensazioni così belle da togliere il fiato, e solo tu a vagare nelle tenebre più fitte.
Tocca a te sostenere questo peso col tuo corpo e la tua anima.

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Haruki Murakami – Chi può distinguere

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Chi può distinguere il mare da ciò che vi si riflette?
O dire dove finisce la pioggia e comincia la malinconia?

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Haruki Murakami – 11:56 pm

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11:56 pm
È una metropoli quella che abbiamo sotto gli occhi.
La vediamo attraverso lo sguardo di un uccello notturno che vola alto nel cielo.
Nel nostro sconfinato campo visivo, appare come un gigantesco animale.
O un confuso agglomerato, composto da tanti organi avvinghiati l’uno all’altro.
Un’infinità di arterie si protendono fino alle estremità di un corpo inafferrabile, vi fanno circolare il sangue e ne rigenerano di continuo le cellule.
Trasmettono nuove informazioni, e raccolgono quelle vecchie.
Comunicano nuovi bisogni, e raccolgono quelli vecchi.
Portano nuove contraddizioni, e raccolgono quelle vecchie.
Al ritmo di queste pulsazioni, il corpo si accende in più punti, si infiamma, si contorce.
La mezzanotte è vicina, il metabolismo di base per sostenere la vita dell’organismo, che ha appena superato la fase culminante della sua attività, continua con vigore inalterato.
Un gemito, quasi un accompagnamento in sottofondo, si leva dalla città.
Un gemito monotono, privo di alti e bassi, eppure denso di presagi.

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Haruki Murakami – Avrei voluto mettermi ..

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Avrei voluto mettermi a piangere forte, ma non potevo.
Non avevo più l’età per versare lacrime, avevo fatto troppe esperienze.
Esiste anche questo al mondo, la tristezza di non poter piangere a calde lacrime.
È una di quelle cose che non si può spiegare a nessuno, e anche se si potesse, nessuno la capirebbe.
È una tristezza che non può prendere forma, si accumula quietamente nel cuore come la neve in una notte senza vento.
Una volta, quando ero più giovane, avevo provato a esprimerla a parole.
Ma non ne avevo trovata una che potesse esprimere il mio sentimento ad altri, anzi nemmeno a me stesso, così avevo rinunciato.
E avevo chiuso sia le mie parole sia il mio cuore.
La tristezza troppo profonda non può prendere la forma delle lacrime.

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