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Gino Strada

Gino Strada – Cosa vorresti fare …

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Cosa vorresti fare da grande?
Quando ero ragazzino, rispondevo “il musicista” o “lo scrittore”.
Ho finito col fare il chirurgo, di guerra per la precisione.
E ho chiuso da tempo con le nostalgie e il rimpianto di non saper suonare uno strumento né scrivere un romanzo.
Così, quando mi è stato proposto questo libro, ho detto semplicemente: mi piacerebbe tanto ma non ne sono capace…
Non essendo scrittore, ho cercato di percorrere l’unica via possibile, quella della memoria, e lasciare che fatti e persone, pensieri e sensazioni, si trasformino in parole scritte.
Non mi illudo certo di aver partorito un libro di valore.
Spero solo che si rafforzi la convinzione, in coloro che decideranno di leggere queste pagine, che le guerre, tutte le guerre sono un orrore.
E che non ci si può voltare dall’altra parte, per non vedere le facce di quanti soffrono in silenzio.

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Gino Strada – Io, pacifista, non entro in politica

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Io mi ostino a voler fare il mio lavoro, medico e chirurgo.
Mi occupo giornalmente di sanità e medicina.
Se qualcuno venisse a propormi di fare il ministro della Sanità, risponderei che il mio programma è molto semplice: faccio una sanità d’eccellenza, spendendo la metà di quello che si spende oggi, eliminando il conflitto di interesse introdotto nella mia professione dalla casta politica: il pagamento a prestazione.
Il nostro sistema sanitario era uno dei migliori al mondo, la casta, con la complicità dei medici, lo ha rovinato.
L’interesse del medico è che la gente stia male, per fare più prestazioni.
Ma nove milioni di persone non hanno più accesso alla sanità.
Io eliminerei tutto questo.
Ecco perché nessuno mi ha mai chiesto di fare il ministro della Sanità.
A me piacerebbe in futuro aprire anche in Italia il primo ospedale di Emergency, per far rivedere agli italiani, dopo 30 anni, che cos’è un ospedale, non una fottuta azienda.
La sanità ...

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Gino Strada – Cosa vorresti fare da grande?

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Cosa vorresti fare da grande?
Quando ero ragazzino, rispondevo “il musicista” o “lo scrittore”.
Ho finito col fare il chirurgo di guerra per la precisione.
E ho chiuso da tempo con le nostalgie e il rimpianto di non saper suonare uno strumento né scrivere un romanzo.
Così, quando mi è stato proposto questo libro, ho detto semplicemente: mi piacerebbe tanto ma non ne sono capace…
Non essendo scrittore, ho cercato di percorrere l’unica via possibile, quella della memoria, e lasciare che fatti e persone, pensieri e sensazioni, si trasformino in parole scritte.
Non mi illudo certo di aver partorito un libro di valore.
Spero solo che si rafforzi la convinzione, in coloro che decideranno di leggere queste pagine, che le guerre, tutte le guerre sono un orrore.
E che non ci si può voltare dall’altra parte, per non vedere le facce di quanti soffrono in silenzio.

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