Citazioni

Seneca-Quanto-chiasso-si-faQuanto chiasso si fa attorno al denaro! è lui che affatica i tribunali, che semina discordia tra padri e figli, che propina i veleni, che arma la mano sia agli assassini che ai soldati delle legioni.
È impregnato di sangue nostro, il denaro. è per colpa sua se nella notte scoppiano litigi tra mogli e mariti, e se la folla si accalca davanti alle tribune dei magistrati; è per colpa sua se i sovrani diventano crudeli e rapaci, e mandano in rovina città costruite con il lungo lavoro di secoli per frugare tra le ceneri in cerca d’oro e d’argento.
Come si guardano con piacere le casseforti, che se ne stanno là in un angolo! è per colpa loro se gli occhi, a furia di gridare, ci escono dalle orbite; se le sedi giudiziarie risuonano per il baccano dei processi, se i giudici, fatti venire da remote regioni, fanno lunghe sedute per stabilire se sia più legittima l’avidità di una persona o l’avidità di un’altra.
E cosa dire quando un vecchio, destinato a morire senza eredi, crepa dalla rabbia per colpa non dico di una cassaforte, ma per un pugno di quattrini o per una moneta addebitata a lui da uno schiavo?
Cosa dire se un usuraio, malandato di salute, con i piedi storpi e le mani che non sono più in grado di fare i conti, anche solo per l’interesse dell’uno per mille, urla e reclama i suoi quattrini, ricorrendo alle vie legali persino durante gli attacchi del suo male?
Se tu mi mettessi sotto gli occhi tutto il denaro ricavato da tutte le miniere (quelle che noi ora spingiamo sempre più giù); se tu mi mettessi a disposizione tutti i tesori nascosti (poiché l’avidità riporta di nuovo sotto terra i beni malamente portati in superficie), tutto questo gran mucchio non dovrebbe, a mio parere, far corrugare la fronte ad un uomo dall’animo buono.
Di cose che ci strappano le lacrime, come ci sarebbe da ridere!

De ira, III, 33, 1-4

Lucio Anneo Seneca
De ira