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Sessanta anni, incredibile!!!

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Pubblicato il 23 settembre 2012 - Categoria: Di tutto un po'
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Mi pare impossibile, mi sono svegliata su un divano in un appartamento all’ottavo piano di Montreal, una giornata disastrata come altre, ossa rotte, gambe che non rispondono e un carico enorme da portare, di cui quello metaforico e’ certamente il meno pesante. Quello fisico invece mi sta distruggendo e portando via la vita che ancora mi resta.

Appunto una giornata “normale” fino a che Elio, mio marito, e’ venuto a darmi un bacio e a dire: “Auguri Lio!”
E per cosa ho pensato e detto io….. Poi mi e’ venuto in mente: 23 settembre, il mio compleanno. Ossignuuuuurrrrrrrrrr!!

Sessanta anni! Io non nascondo la mia eta’, da mia mamma ho imparato che la parola “vecchio” e’ dolce, molto migliore dell’eufemismo “anziano”.
Sono vecchia? Non lo so. Se potessi essere solo cuore e mente, pensiero e sogni, beh, non mi sentirei vecchia. E’ sempre stato il mio problema, non sono mai cresciuta, non sono mai divenuta una “signora” come desiderava tanto mia mamma.
Sono sempre rimasta l ‘eterno Peter Pan, quello che sogna, quello che crede nelle cose migliori degli esseri umani, quello per cui l’amicizia e’ la legge trainante della natura ed e’ importante esattamente come l’amore, ne e’ una parte integrante.
Ho continuato e continuo ad essere preda ad alti e bassi, una continua roller coaster quotidiana: dalle stelle alle stalle!!
Eppure non cambierei molto di quello che ho fatto nella mia vita, mei miei SESSANTA ANNI di vita.

Infiniti errori, infiniti fallimenti, tanti, forse troppi per riuscire a sopportarli e conviverci.
Eppure tutto quello che ho fatto lo ho fatto credendoci. Non ho mai voluto il male di nessuno anche se forse di male ne ho fatto tanto. E so bene che non volere fare del male non ti scusa certo una volta che il male arriva e fa soffrire.

Forse il male che non mi posso perdonare e’ quello che ho causato a mia figlia Chiara con la mia decisione di venire qui in Canada. Ma non posso farci nulla ormai, non posso cambiare il passato e posso solo cercare di conviverci.
E posso cercare di fare tutto quello che posso per riparare al male fatto.

Eppure anche oggi, di fronte allo “sfacelo” del mio corpo, mi sento giovane dentro, piu’ di tanti giovani anaficamente. Perche’ io ho la fortuna di credere ancora in mille cose, negli uomini, nella parte buona che e’ dentro ognuno di noi; nell’amicizia che e’ una cosa gratis, non costa nulla ma da’ cosi’ tanto. Continuo a credere che il mondo potra’ cambiare se tutti vorremo che cambi veramente. Ricordo bene i miei 16 anni, il mio desiderio di cambiare il mondo, il mio lasciare casa e famiglia per farlo, andarmene ad Emmaus, vivere con gli ultimi.
Ricordo bene il dolore enorme del distacco dalla mia realta’ familiare, l’anoressia che ne venne dopo. Ma rcordo ancora meglio l’enorme dolore quando pochi anni dopo dovetti ammettere che da sola non puoi cambiare il mondo e che il mondo che vorresti cambiare e rendere migliore ti si puo’ rivoltare contro. E capisci sulla tua pelle che i sogni sono sogni e tramutarli in realta’ e una cosa impossibile.

E allora soffri, profondamente, per anni. Sei costretto come un serpente a cambiare pelle, a cercare di uniformarti, a tentare di fare parte del gregge. Ma non ne sei capace e cosi’ la vita si trasforma in una lotta continua tra quello che veramente sei dentro e quello che devi essere o almeno fare vedere fuori.
E allora la vita diventa una stradasassosa, irta di ostacoli e di pietre taglienti. E tu continui a cadere, perche’ non sei capace di adeguarti. E continui a cercare amici e a tentare di essere amica: fedele, presente, cristallina.
Ma la vita non e’ d’accordo con questo tuo modo di vederla. E allora si cade, si sbatte, ci si fa del male e tanto: le famose “craniate”. Cosi’ le chiamava mia madre :)

E poi la famiglia, i figli, il volere avere, in mezzo a tanti fallimenti, un successo, uno solo: quello di essere una brava mamma, non solo una mamma ma anche un’amica, una di cui fidarsi, una che non tradira’ mai.

Ci ho provato ogni giorno dal momento in cui nacque Marco. E poi con Chiara. Ci ho provato e ci provo ancora.  I risultati non li conosco e probabilmente non li conoscero’ mai. E comunque ho scoperto che anche quando pensi diavere raggiunto qualcosa, di avere creato un legame speciale con un figlio, basta un “nulla” perche’ questo scompaia. E credo che questa sia stata la scoperta piu’ dolorosa della mia vita. Mi ha annientato.
Ma la vita continua comunque, aumentano solo le ferite, le cicatrici fanno sempre piu’ male, le domande che ne nascono rendono tutto piu’ difficile. Ogni giorno ti chiedi dove hai sbagliato, cosa potresti fare per fare tornare le cose come erano.

Poi pero’ ti fai la domanda piu’ pericolosa. Ed io che mi reputo una donna intellignete non potevo risparmiarmela.
E se forse quel rapporto tanto speciale che eri convinta esistesse invece era solo frutto della tua fantasia? Ma allora… allora anche come madre ho fallito, allora in cosa sono riuscita?
In nulla? Ma se e’ cosi’ che senso debbo dare alla mia vita, ai miei sessanta anni di oggi?
Forse l’unica risposta che posso cercare di darmi e che mi possa permettere ancora di cercare di vivere il tempo che mi resta e’ una e una sola: IO CI HO PROVATO.
Ho messo tutte le mie forze nel tentativo di fare del mio meglio, di essere una buona madre, di essere una buona amica, di essere una persona onesta. Ai miei figli ho sempre detto che la cosa veramente importante nella vita non e’ tanto il risultato ma il tentativo. NON DIRE MAI “NON CI RIESCO”, PRIMA DEVI PROVARE E RIPROVARE.
Il risultato e’ solo la risposta ai tuoi sforsi, il vero “lavoro” sta negli sforzi.
Ecco questa la mia unica risposta alla mia domanda. Una Scusa? No, non credo. Io ci credo veramente, da sognatrice, da sentimentale, da persona sbandata come sono, da donna depressa, da donna qualche volta coraggiosa e piu’ spesso pazza, IO CI CREDO.

Ecco quello che mi e’ venuto di getto oggi, nel giorno dei miei sessanta anni.

 

  • Bruna

    Ohhh… Lio!!!
    Mi hai commossa…  Tenera, cara amica…
    Un bacio
    Bruna

  • Simonetta

    Ciao Lio
    non sei la sola a farti tante domande..c'è sempre un temo in cui dobbiamo tirare le somme ..e non sempre tornano i conti..
    Anche io come te e come tante nostre amiche , piu' o meno nostre coetanee,ci siamo fatte le stesse domande , io che da 4 anni ho superato i 60 anni continuo a farmele…ma io come te e come tante CI ABBIAMO PROVATO ad essere il ponte per una vita migliore..per i nostri figli, i nostri nipoti e per tutti coloro che verranno..spesso purtroppo, ciò che è giusto per noi non lo è per gli altri…l'importante è averci creduto con onesta' ,e continuare a crederci e a lottare fino alla fine dei nostri giorni…
    Un abbraccio fraterno carissima amica…
    Simo

  • Gi_chiarodiluna

     Cara Lio comprendo il tuo stato d'animo con i figli si sbaglia sempre si pensa che tutto duri per sempre invece all'improvviso si spezza qualcosa , si spezza anche dentro di noi e ti chiedi sempre perchè?
    I figli sono come le frecce di un arco , lo tendi al massimo c'è chi raggiunge DIO lasciandoti senza piu' vita , c'è chi prende la via della vita
    ma poi ti accorgi che è cambiato qualcosa, qualcosa di grande. Lotti per continuare a vivere tanto sai che ogni giorno che passa è un giorno in meno della vita. E allora? si fanno bilanci dalla proria esistenza e nel contempo si aggiungono altri dolori.auguri ,un abbraccio
     Giovanna

  • AnnaDC

    Augurissimi, Lio, anche se in ritardo!!! Si Lio, l'importante è tentare, non arrendersi mai e mettercela tutta, cercando di essere noi stessi nel miglior modo possibile e ricordarci che a volte ci tocca solo gettare  il seme e non raccogliere i frutti…..un caro abbraccio
    AnnaDC

  • Gianna Bonacorsi

    Ciao Lio, son un pò in ritardo per gli auguri, ma ho letto solo ora il tuo bellissimo post. Fra due mesi anch'io avrò 60 anni e anch'io, come te, mi ritrovo a chiedermi spesso se la vita che ho vissuto finora era quella che sognavo, o almeno se ci assomiglia un poco. No, sicuramente no, però, nonostante tutto, nemmeno io rimpiango niente perché quello che ho vissuto è frutto delle mie scelte, sbagliate o giuste che fossero. Scelte che implicano sofferenza perchè, inevitabilmente, coinvolgono anche persone amate e responsabilità e conseguenze da cui non ci si può sottrarre. Ma la vita è questa: una ricerca continua, un guardare sempre oltre, oltre il passato che ci ha fatto diventare quello che siamo, che ci ha aiutato a crescere e a renderci conto che non cresceremo mai.