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Montréal e il mio futuro in salita….

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Pubblicato il 17 maggio 2012 - Categoria: Vita quotidiana

È passato un mese dal mio ultimo scritto qui nel blog, non perché non avessi nulla da dire ma solo perché ormai non sono più multitasking :)
Insomma riesco a malapena a compiere una azione per volta ed anche quella con enorme fatica.
Mi sono decisa e sono andata a Montréal da mia figlia Chiara. E ci sono restata per ben due settimane!!

Ed ora è tempo di trarre un po’ di conclusioni, visto che – causa forza maggiore – ho dovuto affrontare una serie di situazioni.

Prima di tutto debbo ringraziare Chiara per avermi permesso di vivere questa esperienza con lei. Per 15 giorni mi sono sentita come in “Una mamma per amica” ;) !
Insomma, è bello pensare di fare qualcosa per rendere la vita di una persona che ami migliore. Ed io non potevo fare nulla per Chiara salvo quello che ho provato a fare, una “ristrutturazione” della sua casetta: piccoli lavori per renderla più accogliente ed allegra.
E farlo mi ha fatto sentire di nuovo viva: mi pareva di essere quella che ero un tempo, sempre occupata a cambiare tutto in casa, a cucire qualcosa di nuovo, a spostare mobili e via discorrendo. L’essere poi in una città come  Montréal mi ha pure permesso di tornare all’IKEA, farvi acquisti e …. vedere ancora i negozi, i panifici, le macellerie, librerie, bar: le cose un tempo normali ma che sono scomparse dalla mia vita da quasi 10 anni!
Sì, è stato bello fare queste cose con e per Chiara e so di essere fortunata ad avere una figlia come lei.

Dall’altra parte però ho dovuto confrontarmi con un corpo che non risponde più a nessun tipo di comando io possa cercare di dargli e di conseguenza ho dovuto scoprire ed in qualche modo affrontare il fatto che la situazione sta diventando pesante. E questo mi ha spaventata e tanto. Sì, perché io mi conosco bene. Posso affrontare tante cose e sopportarle, ma il perdere la mia indipendenza è una cosa che so che non accetterei mai per nulla al mondo.
Ma di questo proprio si tratta: la mia indipendenza, l’essere autosufficiente, il non dipendere dagli altri e soprattutto il non essere mai un peso per nessuno. In fondo credevo di non chiedere poi nulla di speciale: i miei genitori ed anche i miei nonni sono stati cosi. Il mio babbo a 90 anni viveva solo e se la cavava benissimo, andava fuori due volte al giorno, arrivava in Città Alta a piedi, andava in centro ogni giorno. Ed anche la mamma nonostante fosse di salute decisamente meno buona del babbo, non ha mai pesato su nessuno. Ed era quello che loro volevano e lo dicevano sempre. E grazie a Dio questo è stato loro concesso ed oggi capisco quanto importante fosse.

Oggi che io faccio fatica ad alzarmi, a camminare. Oggi che non posso più andare sotto un tavolo per mettere a posto dei cavi, o salire sulla scala per fare dei buchi sul soffitto. Oggi che uscire per fare delle spese presuppone che io abbia un carrello cui appoggiarmi ed anche quello aiuta solo per un poco….. poi cerco di stringere i denti e di non cedere e tento di mettere comunque un piede dopo l’altro. Ma alle volte non ci riesco e mi debbo fermare. Oggi in cui fare meno di 300 metri per andare a prendere una prolunga vuole dire fermarmi a riposare su una panchina per 10 minuti, bagnata di sudore e con il fiato in gola. Per poi ripartire ed arrivare a casa facendo i 5 scalini che portano alla porta di Chiara abbrancata alla ringhiera della scala, con il respiro rantolante. Ed ho scoperto di colpo che alzarmi da una sedia o da una poltrona presuppone avere qualcosa cui appoggiarmi ed utilizzare tutta la forza che ho nelle braccia.
Ed il giorno in cui non ne avessi abbastanza? È accaduto anche quello…… di sedermi su un pouff che avevo “costruito” non pensando che il mio peso lo avrebbe abbassato di altezza e quindi mi avrebbe fatto trovare quai sul pavimento da cui non avrei potuto rialzarmi da sola. Ho dovuto chiedere l’aiuto di Chiara sperando che lei avesse sufficiente forza per tirarmi su. :(

Ora non è più una sola questione di vergognarsi per come si è. Ora é una questione di vita o di morte e solo chi ci si ritrova in quello che sto cercando di descrivere può capirlo. Ed in prospettiva ci sono solo peggioramenti. Ho avuto la conferma di avere la necessità di un doppio intervento di protesi totale dell’anca. Mi hanno nuovamente aumentato i farmaci per la tiroide ma gli esami sono sempre uguali.
Quindi non mi posso illudere che si trovi una soluzione che possa fermare questo inarrestabile aumento di peso. E se non si ferma quello e contemporaneamente non si inverte il processo facendomi tornare a quello che ero (almeno un po’..) non penso ci sia ancora molta strada che io possa percorrere.

Ecco andare a Montréal ha significato tutto questo. Scoprire di avere la fortuna di una figlia magnifica e insieme restare terrorizzata da quello che mi si prospetta davanti.

PS. Dovrò spiegarvi come mai io mi metto in piazza in questo modo assurdo :(  …………  anche se in effetti la vera risposta sta nel fatto che io sono fatta male!!

  • Bruna

    Un abbraccio, Lio… un abbraccio forte forte…
    Sei una bellissima persona!! Una donna speciale!!
    Bruna

    • http://www.LioSite.com/ Lio

      E' stato un mese terribile e non mi sono accorta che qualcuno fosse passato di qui: scusami.
      Io… sono solo io! Un essere umano che tenta di stare a galla cercando di fare le cose giuste. Ma normalmente, purtroppo, sbaglio!
      Grazie di essere passata dal mio "salotto".

  • Tftvsc

    Lo penso anche io. Sei grande, coraggio.

    • http://www.LioSite.com/ Lio

      Grazie per la tua presenza qui :)
      Piu' che grande sono "grossa" purtroppo….. ma di certo so che non posso mollare, non ancora.