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La vita è questa

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Pubblicato il 10 agosto 2016 - Categoria: Sfogarsi aiuta, Tanto per parlare
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Si parte da lontano per arrivare al traguardo …..

Vent’anni fa questo giornale era clericale e di destra. Oggi non lo so (manco da troppo tempo per poterlo dire).
Certamente quello che scrive mi pare assolutamente ragionevole e condivisibile e conferma solo quello che penso da lontano: l’Italia affonda nel malaffare politico, la corruzione e gli interessi personali dei politici fanno e disfano a loro piacimento distruggendo una intera nazione ed insegnando alla gente una nuova morale che serve purtroppo solo a cambiare una intera generazione di giovani inculcando loro l’idea che politica sia farsi i propri interessi.
In questo drammatico panorama gli unici che si salvano sono i “ragazzi” del M5S, ma non possono essere loro da soli a cambiare una nazione: solo gli stessi italiani possono farlo e se non lo fanno, meritano tutto questo.
Io (e non credo sia effetto della mia depressione) vedo tra le poche persone che ancora ho nei miei contatti di un tempo, persone che sono passate dalla parte di Salvini (un incubo solo il pensarlo) pur di dare addosso all’africano invasore, vedo i giovani che passano da una vacanza all’altra, da un happy hour all’altra, che vestono solo con (vere o false poco importa) indumenti griffati (quasi sicuramente pagati ancora dai genitori), che fanno gli studenti a vita e che la politica non la vedono nemmeno con il binocolo.
E che così facendo lasciano e delegano ad altri le scelte della loro vita. A gente “furba” come il bimbo minkia Mr.Bean, ai suoi accoliti (che sono poi ancora gli stessi giovani di cui parlavo sopra solo pochissimi anni dopo).
Come si potrebbe sperare in un cambiamento del paese?
Come se tutti vogliono solo creare previlegi PER SE STESSI infischiandosene della comunità?
Ma in fondo questo lo si vede in tutto. Esiste solo il “mordi e fuggi”, evitando di chiedere, di ringraziare, di condividere: si prende e si scompare da insalutati ospiti, tutto è dovuto e non si pensa mai che esistano esseri umani dietro a quello che si prende, esseri umani che vorrebbero magari essere considerati “almeno” tali.
Ed io lo vedo in un settore diverso, attraverso il mio sito, attraverso le sue pagine sui social, anche e soprattutto qui su FB o proprio sullo stesso sito.
Non esiste (salvo forse rarissime e specialissime persone) il pensiero di una “partecipazione, di condividere un pensiero, un commento.
Non esiste l’idea che se qualcuno mette tutto quello che ha (e non conta se sia cultura, lavoro o altro) a disposizione di tutti, almeno un segno di vita, una condivisione, un grazie ci starebbe anche.
Si condividono solo le cose che possono portare qualcosa per chi condivide, non per chi ha creato l’occasione di apprendere qualcosa.
Si cancella l’umanità di chi sta dietro alle parole, si ignorano i sentimenti.
Si deve solo prendere e usare cancellando tutto il resto.
Quante volte ho visto fare il “copia & incolla” di quello che ho condiviso per non condividere il link stesso che avrebbe portato a me, pur di attribuirsi il merito di quello che era scritto….
La morale di tutto questo? Un gioco di parole forse…il suicidio della morale.
Un ventennio di insegnamenti dall’alto attraverso il berlusconismo e la loro morale, hanno portato alla distruzione di un tessuto sociale sano e valido.
I genitori hanno mollato e permesso ai giovani di piegarsi e credere al solo “utile” accettando di fatto che non esista più il “giusto” e il “buono”.
E questo porta all’Italia di oggi.
Quell’Italia che forse per la prima volta sono felice di avere lasciato.
Quegli italiani, soprattutto i giovani (come i miei figli) in cui non mi riconosco più ed in cui non posso più credere.
Ringrazio il cielo che i miei figli siano diversi, per loro merito, per natura, per insegnamenti e per esempi.

Gli italiani non hanno mai saputo fare rivoluzioni, ma ora credo che non resti quella speranza. Che qualcuno lo capisca e decida una volta per tutte che si deve alzare la testa ricordando l’onestà e i valori dei nostri vecchi, quelli che sono emigrati, quelli che si facevano il mazzo per portare a casa il pane, quelli che lavoravano giorno e notte, che facevano i doppi turni.
E che, anche in “braghe di tela”, se trovavano dei soldi li riconsegnavano al proprietario e che, anche se affamati, condividevano con il vicino che aveva meno di loro, il pezzo di pane o la scodella di polenta.
Forse ritrovando il senso del “GRAZIE, “PER FAVORE”, ‘”SCUSA” si potrebbe ricominciare.
In politica esattamente come nella società.
Io non ci sarò a vederlo, ma credo sarebbe bello che le persone imparassero il senso della cosa comune, della solidarietà, dell’amicizia.
Sarebbe bello che si tornasse a leggere “sotto alle apparenze”, ad intuire quello che ci viene detto tra le righe, a comprendere che non si è soli al mondo ma facciamo parte di una comunità che oggi (grazie o per colpa di internet) è diventata enorme.
E le responsabilità non sono necessariamente qualcosa di pesante, da schivare ad ogni costo, ma possono anche essere delle opportunità: quelle di fare parte di qualcosa, di costruire insieme, di essere solidali.
E con questo chiudo la mia presenza anche qui.
Non ho più la forza per combattere da sola come ho fatto in tutti questi anni.
Ci sono persone (ed io purtroppo ne faccio parte) che hanno bisogno degli altri per vivere.
Sono persone che forse sono solo gregari, o cellule di una formazione. Non so. Io so che ho dovuto scoprire cosa fosse la solitudine totale, l’abbandono degli amici, la perdita delle mie forze che alla presenza dell’amicizia era legata.
Ho tentato di restare in vita attraverso LioSite ed ho fallito.
Sono stata una stupida ingenua non capire, ma sono felice di finire ancora allo stesso modo: da stupida ingenua. Da persona che ha creduto per 60 anni alle stesse cose, che non ha cambiato bandiera.
Non ho combinato molto nella vita, almeno non per mio merito.
Ho due figli spettacolari, di cui sono immensamente orgogliosa,  ma quello è un merito loro non mio.
Altro non ho costruito: non ho guadagnato denaro, non ho mai percepito uno stipendio, tutto il denaro che ho avuto mi è arrivato da altri quindi non lo ho guadagnato.
Non lascio nulla dietro di me da ricordare, non sarò mai quella che verrà ricordata come una persona in gamba, un pilastro di “qualcosa”.
Nessuno si accorgerà il giorno in cui non ci sarò e in fondo mi va bene così.
In fondo io sono una come milioni di altri.
Da giovane e per tanti, troppi anni, ho creduto di potere cambiare il mondo.
Ho creduto nel potere dei sentimenti, dell’amicizia, dell’onestà, della coerenza, del rispetto.
Come avrebbe detto mia figlia [e lo ha fatto :) ] da bambina: “ero una che ha vissuto con i dinosauri”.
E i dinosauri si sono estinti da tanto tempo e i sopravvissuti credo abbiano sofferto anche troppo ormai. Io almeno ne ho abbastanza, Don Chisciotte ne ha le @@ piene di andare contro i mulini a vento.
Anche se ammetto che negli ultimo tempi non lo facevo per Dulcinea, ma solo per me stessa, per cercare aiuto per me, per la mia mera sopravvivenza.
Ma non si vive eternamente fuori tempo, fuori spazio, fuori da tutto.
Auguri Italia, auguri giovani. Spetta solo a voi il vostro destino :)
Ho scritto tutto questo senza volerlo, dovevo solo commentare un articolo ma il fruscio di quanto non ho detto è rimasto dentro ed ha voluto uscire per una ultima volta.
Probabilmente lo metterò anche nel blog per concludere un discorso aperto da 15 anni e a cui non ho più le forze di appartenere.
Continuerò ad aggiornare il sito fino a che ne avrò la forza, ci saranno nuove poesie, nuove citazioni, nuove immagini.
Probabilmente vedrò LioSite morire comunque perché molto viene dalla mia presenza e dalle condivisioni che facevo sui Social.
Ma la mia presenza sui Social era legata sì al mio immenso desiderio di vedere crescere il sito, ma anche alla mia necessità di “essere” con altri, di sentire gli altri partecipi e vivi, di pensarli come amici reali.
Senza questa dimensione non ha più senso la mia presenza qui e sono disposta a pagarne il prezzo.
La depressione ha concluso quello che la solitudine aveva iniziato e il buio può essere un ottimo compagno se riuscirà a darmi pace.