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Il buio nell’anima

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Pubblicato il 5 luglio 2012 - Categoria: Tanto per parlare
Torpore

Ho scoperto che la mente riesce a gestire due livelli separati di vita.
Una è quella che vedono tutti  e una quella reale, quella che vivo o meglio, che sconto, io.
Alle volte penso che la mia salute mentale sia vacillante, sono così  stanca di convivere con le mie ombre, le mie paure, i dubbi e i rimorsi. E mi chiedo sempre: “Per quanto ancora?”
È come essere nella cella della morte.
In effetti credo che la pena di morte non sia nulla se messa a confronto con l’attesa dell’esecuzione, ma in questi ultimi tempi mi sembra di capire realmente cosa si possa provare in una simile situazione.
Ed a quel punto mi sorge spontanea una domanda: “Per quale colpa la mia pena è stata così pesante?”
Non so, non riesco a spiegare quello che sento, mi rendo conto che se qualcuno potesse leggere i pensieri che sono nella mia mente, forse penserebbe ad una malata di depressione (che del resto sono e a cui le cure a poco servono), un po’ maniaco – depressiva.
Eppure io non vorrei essere così e cerco a modo mio di lottare e di rialzare la testa, tenere almeno quella fuori dai vortici neri che sembrano volermi prendere e portare giù nel buio. Ma mi rendo conto anche che le forze – fisiche e mentali – diventano sempre di meno, la solitudine uccide tutto, la paura anestetizza, i rimorsi e i sensi di colpa cercano espiazione.
Non posso dire quanto di inconscio o di conscio ci sia in questa sofferenza, quanto la razionalità conduca la mia mente per mano. Non lo so proprio.
E l’assenza di confronto e di conforto dato da una persona in carne ed ossa rende il mio scivolare sempre più veloce, sempre meno frenabile. Credo di avere retto per anni per la fortuna di avere avuto una insostituibile amica, che riusciva a farmi vedere anche le cose non sbagliate che facevo, i piccoli successi, le cose fatte con e per gli altri.
Perso questo contatto ho perso tutto.
E dopo dieci anni di lotta solitaria mi rendo conto che sono agli sgoccioli.
Ho usato il mio “LioSite” come ancora, come trampolino, come passatempo, come riempitivo. Ho puntato tutto su una “cosa” inanimata perché altro non avevo. È stato fondamentale in questi anni, mi ha condotto per mano attraverso le giornate, ha fatto scorrere il mio tempo velocemente e mi è stato sempre accanto.
Non sembra ridicolo che parli così di una cosa inanimata?
Forse anche questo è segno di una mente che vacilla?
È che ora non riesco più a lottare. Mi aiuta Photoshop, il mio tentativo di esprimere quello che sento dentro attraverso l’elaborazione delle foto. Ma che senso puo’ avere se nessuno mai esprime un giudizio, scrive un commento o una risposta.
Mi sento esattamente come un accattone che stende la mano seduto sul marciapiedi: la gente lo schiva e va’ avanti, spesso con un sentimento più o meno malcelato di disgusto e disprezzo. Disprezzo per chi non ha abbastanza forza per combattere e andare avanti.
In fondo è quello che noi esseri umani facciamo da sempre: si cercano le persone forti, belle e di successo come persone da frequentare, sono quelle le persone che “servono”. Gli altri, quelli come me, sono degli scarti, non servono a nulla e tra l’altro infastidiscono, sono come delle micropunture che ci ricordano che non tutto è bello, che spesso ci sono anche le zone d’ombra e “noi” odiamo l’ombra e il buio……….. Meglio stare lontani da queste situazioni, ci penserà qualcun altro.
È verità questa e lo sappiamo tutti, ci ho provato anche io migliaia di volte ad ignorare chi stava male, non volevo prendermi carico di altri problemi. Ad ognuno il suo mi dicevo. Ma poi stavo così male che spesso sono tornata indietro a tentare di fare qualcosa. Tentare ovvio, non sono mai stata una che risolvesse i problemi né miei né altrui.
Io sono stata un mero collaboratore, mai un leader.
Ma tornavo sui miei passi perché mi era impossibile ignorare la sofferenza altrui. E questo mi faceva stare bene, restavo a galla perché erano questi “altri” a darmi la forza, era dall’essere utile che veniva la volontà di lottare e andare avanti. E quando le cose erano più nere, c’era Patri a farmi vedere le cose in modo più positivo di come le vedessi io. Era lei il mio contraltare, quella che riusciva a bilanciare il mio pessimismo, quella che riusciva a farmi vedere il poco di buono che alle volte compivo e ad allontanare il mio senso di essere colpevole di tutti gli errori del mondo.
Sono stata così fortunata ad avere una amica come lei che oggi so di non dovere lamentarmi troppo: ho avuto tanto in passato, è giusto che altri abbiano.
Ma questo sforzo continuo di non sparire nel buio, questa paura della vita, questo inesorabile e irrefrenabile scivolare verso il basso mi sta distruggendo.
La fotografia è solo poco più che un ricordo, non riuscendo a camminare quasi per nulla posso fare ben poco con una macchina fotografica. Tento gli scatti in studio, ma si deve avere una spinta per andare avanti. Grazie al cielo ho migliaia di foto scattate in questi anni e su queste lavoro.
Ma si deve condividere quello che si fa per sentire dentro quel qualcosa che ti spinge a lottare. Una cosa che vivi solo tu non serve a nulla. È solo nel vivere e condividere con altri quello che si fa, che ci permette di ritrovare un po’ di vita.
Mi sento immersa in un torpore  totale che viene scosso solo dalla paura del peggioramento. Non accetterei mai di perdere la mia indipendenza che già ora è stata così limitata.

  • giovanni

    ciao   mi  chiamo  tiziana  ho  approfittato  del  sito   di  mio  marito  per  cercare  qualcuno  che  come  me   ha   l anima  morta    cosi   ho  trovato  il  tuo  …….EEEEEEEEEEEEEEE  come  ti   capisco  io  sono  nelle  tue  stesse  condizioni  tutto  quello  che  hai  scritto   è  verità  è  solo  chi   lo   passa   ti  puo    capire   .Vorrei   parlare  1  pò  con  te   per   consolarci   a  vicenda   visto   che   questo  sentimento   èdifficile    da   essere   capito   dagli   altri  è  atroce  .contattami   ti    prego  -il   sito  è  [email protected]
     

  • Mariangela

    Questo Sito è davvero MERAVIGLIOSO… <3
    E' come una carezza all'anima.

    Ho letto queste tue parole… Grazie di te.
    Mi piacerebbe tanto CONDIVIDERE con te i nostri passi.

    MARIANGELA ([email protected])

    • http://www.LioSite.com/ Lio

      Grazie Mariangela :) 
      Io sono sempre qui dietro i miei monitor…. a parte in questo periodo in cui sto preparando il trasloco.
      Ma cerco di lanciare sempre qualcosina da queste pagine.