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Due compleanni: un unico ricordo.

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Pubblicato il 29 ottobre 2011 - Categoria: Ricordi

29 ottobre, il caso ha voluto che mia suocera e mia madre avessero lo stesso nome “Elena” e lo stesso giorno di nascita. Destino ;)

Stamani, guardando il giornale, mi sono accorta che era oggi il loro compleanno e ho voluto unirle qui in un ricordo. Sono andata di sotto a prendere gli album delle foto e le prime che ho trovato sono state queste, guarda caso un altro compleanno.

Era il 18 luglio del 1990: Marco compiva 6 anni e al solito l’intera settimana era festa. Una con la mia famiglia (quindi solo i miei genitori), una con tutta la famiglia di Elio (la sua mamma, le sue tre sorelle con mariti e figli), una con i miei amici, una con gli amici del festeggiato ecc ecc.

Non sono certo mancate nel passato dei miei figi festeggiamenti: come mi sembra tutto lontano.

Aprire quegli album per cercare una foto delle “nonne” e’ stato un po’ come iniziare a scivolare all’indietro, in un mondo che visto dalla prospettiva di oggi, sembra non essere mai esistito. Eppure e’ stato reale, e’ stato vissuto, ma oggi sembra essere completamente scomparso. Anche dai ricordi.

Ma non sono certo scomparsi dal mio cuore le persone che hanno riempito questo passato. E chissa’ perche’ mi viene quasi piu’ spontaneo chiamarle come le chiamavo per i bambini: nonna Elena e nonna Nani.

Erano cosi’ diverse. Io non sono stata una buona figlia e nemmeno una buona nuora, eppure ho amato sinceramente entrambe. Ovviamente in modo diverso, ma in entrambi i casi tutto era bloccato dal mio piu’ grande timore: sentirmi sempre sotto giudizio. E in questo modo gran parte di me e di quello che ero e che ancora sono si e’ perso o e’ diventato qualcosa di negativo. Ma ovviamente questo lo sapevo e lo so solo io quindi non cambia nulla di quanto ormai e’ passato.

Erano due belle persone. Chissa’ perche’ parlando di mia suocera, la prima cosa che mi ritorna alla mente e’ una sua frase: “L’e’ tutto ol me Elio”. Forse il bergamasco non e’ scritto giusto, ma chi l’ha conosciuta lo ricordera’. Amava i suoi figli in modo incredibile ma schivo. Ma per il figlio maschio, mio marito, c’era quella “predilezione” che, senza togliere nulla alle figlie femmine, era un misto di orgoglio e di amore. Per cui quando i nipoti erano bravi erano appunto la copia di suo figlio, se invece erano di luna storta…. allora no assolutamente non erano come Elio. Erano come me :D:D e in fondo non aveva torto: la ribelle ero io, la “dura”. Eppure sono sicuro mi abbia voluto bene, era felice di vedere suo figlio elegante e curato e poi, forse, non sapeva comunque abbastanza della nostra vita. Ed io sono contenta sia andata cosi’: meritava di potere essere serena e di certo i suoi figli hanno fatto tanto per darle questa serenita’. Brava nonna Elena, il tuo maggior successo sono stati i tuoi figli: cosa di meglio potevi fare nella vita?

La mia mamma invece era diversa, complicata come lo sono stata io, insicura probabilmente, schiacciata da scelte non codivise e malamente subite. Anche lei non e’ stata capace di scacciare dalla sua vita le cose che le avevano fatto del male e quindi non ha forse nemmeno apprezzato le cose belle che comunque aveva. Tra me e lei un rapporto difficile, che ha dato ad entrambe tanta sofferenza e a me un bagaglio pesante di colpe e di interrogativi da cui non sono mai riuscita a liberarmi e che sicuramente hanno segnato la mia vita.

Ma di certo, sotto tutta la rabbia e la tensione, io amavo mia madre, mi piaceva come donna, la ammiravo per tante sue scelte. Ma non ho mai potuto dirglielo, non c’e’ mai stata confidenza: era un rapporto con dei confini invalicabili, esattamente lo stesso che lei aveva con i suoi genitori.

Solo che a lei quella rigidita’, quella cieca obbedienza al volere dei genitori, quel non permettersi nemmeno di mettere in discussione le scelte che loro operavano su di lei, andava bene o comunque lo accettava come legge. Per me non era cosi’ e piu’ mi voleva rendere come secondo lei io dovevo essere, piu’ io mi ribellavo e mi allontanavo. E se non cerchi di parlare con i tuoi figli, se non cerchi di capire il perche’ si ribellano, allora alla fine li perdi o peggio, restano legati a te perche’ comunque ti amano, ma si creano delle ferite insanabili. In cui il figlio si sente colpevole per non essere quello che il genitore vuole, ma contemporaneamente non riesce ad accettare di dovere rinunciare ad essere se’ stesso.

E questo e’ accaduto a me e mi ha distrutto. Ma non era colpa della mamma: lei stessa era una vittima. E comunque negli anni mi sono accorta di quanto comunque eravamo simili e di come le cose che lei mi “imponeva” alla fine erano entrate nel mio essere.

A queste due mamme  e nonne il mio ricordo oggi: TANTI AUGURI.

 

  • Chiara

    Io non credo che si possa essere buoni figli, o buoni suoceri, secondo me si puo’ solo essere quello che si e’, ed a mio avviso questo e’ SEMPRE abbastanza. Non posso ovviamente fare commenti su che figlia o suocera fossi, ma sicuramente come madre sei stata capace non solo di crescerci e far si che seguissimo una buona strada, che stessimo bene etc, ma (e cui parlo per me in particolare) sei riuscita a diventare una parte essenziale del mio essere. Sei parte di me, di quello che io definisco come un mio “io”, ed e’ qualcosa che devi riconescere come eccezionale, qualcosa che hai fatto TU, e che nessun altro ti puo’ togliere.
    Ti voglio bene <3

    • http://www.liosite.com Lio

      Grazie …..

  • Chiara

    ma pensa te che PAMPINA che ero, se solo potessi ricordarmi quei momenti <3