



Dalla mia postazione di controllo (cioé dalla mia scrivania) vedo – oltre i monitors – delle foto; credo siano le uniche che ho per casa. Assurdo per una che ama fotografare come me ![]()
Sono quattro, solo quattro.
Una foto della mia mamma, che dice molto poco e non me la rappresenta per nulla, ma è l’unica che ho e non amo molto guardarla: lei non era così e la mia mente la ricorda vividamente in un modo differente.
“Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po’
e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò.
Da quando sei partito c’è una grossa novità,
l’anno vecchio è finito ormai
ma qualcosa ancora qui non va.”
Nel passare man mano tutte le decine di files che ho archiviato per il mio sito, sono incappata in una vecchia lettera che scrissi 10 anni fa ad un caro amico e mi ci sono ritrovata ancora oggi. Più vecchia di 10 anni e ancora tanto simile ad allora.
Gli amici nella realtà scompaiono, ma restano sempre ben rinchiusi nel mio cuore. E da quei tempi è stata una vera strage: gli amici li ho persi tutti, per colpa mia, colpa della depressione che mi impedisce di farmi sentire o forse solo perché così era segnato.
29 ottobre, il caso ha voluto che mia suocera e mia madre avessero lo stesso nome “Elena” e lo stesso giorno di nascita. Destino
Stamani, guardando il giornale, mi sono accorta che era oggi il loro compleanno e ho voluto unirle qui in un ricordo. Sono andata di sotto a prendere gli album delle foto e le prime che ho trovato sono state queste, guarda caso un altro compleanno.
Era il 18 luglio del 1990: Marco compiva 6 anni e al solito l’intera settimana era festa. Una con la mia famiglia (quindi solo i miei genitori), una con tutta la famiglia di Elio (la sua mamma, le sue tre sorelle con mariti e figli), una con i miei amici, una con gli amici del festeggiato ecc ecc.
Non sono certo mancate nel passato dei miei figi festeggiamenti: come mi sembra tutto lontano.