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Essere “ciccioni” in un mondo per “belli”

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Pubblicato il 20 febbraio 2012 - Categoria: Sfogarsi aiuta
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È lunedì ed è strano che io lo sappia, di solito infatti non so mai il nome delle giornate. Per me in fondo sono sempre uguali e quindi poco importa dare loro un  nome, se ne ho bisogno guardo il calendario del PC e voilà so che giorno è. Fa freddo (in Italia direbbero “stretti da una morsa di gelo polare” ma qui -15 è una temperatura normalissima) ma c’è uno splendido sole, caldo caldo ed abbagliante. Attraverso le finestre dello studio (cliccando su studio potrete andare alla galleria delle foto e vederlo….. mi piace l’idea che chi legge possa immaginare dove sono a scrivere :oops: ) la neve abbaglia, bianca e soffice, ancora pulita. Debbo chiudere le tende perché acceca ma non vorrei perché scalda. Già, io soffro a tal punto per il caldo che la parte di casa in cui vivo solo io non la scaldo quasi per nulla e quindi con le temperature locali ora ho solo 13 gradi….. Direi che per non avere riscaldamento acceso, questa casa dimostri la validità dell’isolamento usato qui in Canada :D .
E allora di cosa mi dovrei lamentare? C’è il sole, la neve è splendida, non ho caldo ….. ma insomma dovrei essere felice e contenta, ma non lo sono e per giunta mi sento pure in colpa perché non riesco ad esserlo :(

Poco più di un anno fa con queste giornate sarei stata in giro a fotografare il mare ghiacciato, gli scoiattoli, gli uccellini; avrei goduto di quello che ho: una splendida natura che mi circonda. Ora non lo faccio più, non riesco a farlo né fisicamente né moralmente. Io ho sempre amato girare, vedere il mondo attraverso un obbiettivo. Ma la cosa che amo di più e condividere le cose che vedo con qualcuno, facendo una battuta, una risata, un commento. Insomma la scoperta in solitaria non fa per me. E questo spiega la parte “morale” :) . Per la parte fisica il discorso è differente ma il risultato non cambia…. Camminare mi risulta molto difficile, ginocchia e anca mi stanno abbandonando, il fiato è quello che è: insomma camminare portandosi sulle spalle uno zaino di 60/70 chili non si può definire “noccioline” alla mia età. In 10 anni, da quando sono arrivata in Canada, ho “messo” 60 kg: un nulla!!!
E dopo tutti questi anni di tentativi e di cure senza risultato credo sia arrivato il momento di rinunciare: non si risolve nulla e quindi non resta che accettare la situazione. Quale senso può avere il fare esami del sangue ogni 2 mesi, aumentare i dosaggi delle pillole ogni due mesi e vedere comunque dei valori folli per la mia tiroide. Almeno per qunto posso vedere qui, il problema non esiste. In sei anni di questo andazzo la situazione non ha fatto altro che peggiorare ed io mi sono sentita dire dal “family Doctor” questa frase per centinaia di volte: “ È tutta colpa della tiroide, vedrà che risolveremo tutto.” Ed infatti puntualmente ogni meso il peso aumenta e gli esami non migliorano. ;)  Chissà perché mi viene in mente una pubblicità del carosello di quando ero bambina: “La pancia non c’è più”. Chissà se qualcuno se la ricorda… era quella di Mimmo Craig per l’olio Sasso sulla musica de “Il mattino” di Grieg. Eccolo qui  :

Per lui però era solo un sogno, per me è la realtà. Infatti è parte dei miei incubi l’idea che non ci starò nemmeno nella bara e che arriveranno con un muletto per portarmi a cremare :D :D
Tutto questo mi è venuto in mente leggendo un articolo sull’obesità stamani su Repubblica. Quanto soldi vengono sprecati per cercare solo di essere più forti per prevaricare altri popoli e quanto poco si fa per risolvere problemi reali. Si, capisco benissimo che i miei problemi sono di poco conto rispetto a quelli di altre persone e ammetto di avere ormai accettato che morirò a causa della “ciccia”. In fondo non è che ci sia molta differenza tra morire per un tumore o per l’obesità.
Non c’è differenza? :D :D
Pia illusione… credetemi la differenza esiste eccome! Un obeso è solo un ciccione, uno che non sa regolarsi… perché ad altro non si pensa. E, chi è causa del suo mal…pianga sé stesso!! Non c’è pietà per i grassi, non ce n’è mai stata. Sono solo i destinatari di scherzi, sarcasmo e prese in giro. Nessuno si pone mai la domanda: cosa c’è dietro e sotto quel grasso? Perché porsi questa domanda? È talmente ovvia la risposta! Ci sta solo uno che si abbuffa. Perchè mai pensare che possa avere una qualsiasi malattia….. solo i magri fanno dire “Poveretto, deve essere malato”. E lo sguardo che eventualmente ti segue per strada non tocca la persona grassa – almeno per quanto mi riguarda – più di quanto non la tocchino i commenti. E sapete perché non fanno più male queste cose (ribadisco che io parlo per me) ? Perché il peggio che potresti sentire te lo sei già detto da sola. Io sono anni che evito di alzare lo sguardo se passo davanti ad uno specchio o ad una suerficie riflettente. Sono anni che odio il mio aspetto e che vorrei mascherarlo con degli enormi sacchi che nascondano tutto.
Ecco perché non esco più di casa se non quando è indispensabile (le spese e poche altre cose indispensabili). E quando purtroppo debbo farlo vorrei potere essere da sola perché sto male se mi capita di vedere riflessa la mia immagine che zoppicando arranca accanto al consorte. Sa solo Iddio quanto mi vergogni :(
E quante occasioni che dovevano essere di festa e di gioia sono diventate solamente un incubo per me, giornate che mi hanno terrorizzato per giorni prima e fatto stare male durante e dopo. Volete un esempio? La laurea dei miei figli: un vero incubo. Ho continuato a pensare a quanto potevano vergognarsi di avere lì presente una madre così. In mezzo alle altre madri io ero sempre quella più mal vestita, quella più grassa, con i capelli lunghi pochi millimetri ed un viso porcino. E quel pensiero fisso nella tua mente….il cercare di non farsi vedere vicino a loro perché nessuno pensasse che io ero la madre. Ecco perché non ci sono foto con loro e non ci sono foto mie: meglio dimenticare in fretta la mia presenza. Ed ecco il motivo per cui non vorrei avere nessuno qui a Natale. Ma le persone, anche se sono i tuoi figli o tuo marito, non capiscono come ti senti: forse in fondo ci si abitua a quello che vedi sempre. Ma tu non ti abitui, non accetti e non potrai mai farlo: ci convivi perché non esiste scelta, continui ad odiarti e cerchi solo di tirare avanti nascondendoti.
Appunto :D :D il famoso elefante che si nasconde dietro al filo d’erba.
E questa non è che la parte meno pesante dell’essere una “cicciona”, ci sono benaltre cose cui devi abituarti lungo questa strada. E non ti ci abituerai mai. Le terrai chiuse dentro perché tanto non potresti comunque dirle a nessuno, perché nessuno potrebbe capirle. Ti direbbero che sei fissata e basta :D .
E se per caso hai la fortuna/sfortuna di avere solo amiche magre (qui non ho nessuno, ma in Italia era così) allora ti dovrai abituare a prenderti in giro da sola per prevenire il fatto che lo possano fare gli altri!!! Quante cose ci sono nella vita dei “ciccioni” che forse i “normali” dovrebbero conoscere prima di divertirsi alle loro spalle.
Ecco perché non riesco ad essere felice nonostante il sole e la neve. Non riesco ad illudere me stessa che l’essere grassi sia solo un aspetto della vita, né tantomeno che la solitudine lo sia. E allora perché dovrei essere felice? Lo sono pensando che ho due bravi figli, ma l’averli lontani non aiuta di certo! So bene di dovere essere grata a Dio di tantissime cose e lo sono, ma non posso essere felice, sarebbe un mentire a me stessa e a quello che sento dentro.

La neve: la mia salvezza!

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Pubblicato il 14 febbraio 2012 - Categoria: Vita quotidiana
Il giorno dopo

 

Sentendo parlare in questi giorni del “gelo glaciale”o del disastro neve in Italia, mi sono soffermata a pensare a come realmente siano differenti le situazioni qui.

La verità è che io ho sempre amato la neve profondamente, anche quando ero in Italia. Ma allora purtroppo se ne vedeva ben poca in città e forse se ci fosse stata sarebbe stato la fine di un grande amore!
Altri tempi, una vita fatta di corse dietro a mille impegni, 3000 km al mese in auto per stare al passo con tutte le cose da fare e con il mio volere vivere nella natura quindi spesso lontana da tutto. E se a questo aggiungiamo la ormai nota incapacità italiana ad affrontare queste situazioni, presumo sarebbe stato anche per me l’incubo che stanno vivendo in molti in questi giorni in Italia.
Ma qui …. oh sì …. qui è tutta un’altra storia e la voglio condividere con voi. E forse vi sarà più facile capire guardando le foto del mio album invernale che trovate QUI e anche QUIquesta è la neve o meglio, quello che io chiamo “il senso della neve”. Continua a leggere…

Il nuovo Liosite: uno scopo!

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Pubblicato il 8 febbraio 2012 - Categoria: Sfogarsi aiuta
- prigioniera-ridotto

È decisamente un periodo molto faticoso, il morale è a pezzetti e il fisico pure.
E a questo punto debbo ammettere che le due cose sono strettamente legate e uno tira a fondo l’altro e non so quale dei due faccia maggior danno. Mi sento prigioniera in un luogo buio da cui non sono in grado di uscire :(
Per cui mi sono trovata una “cima” ( in senso nautico) cui attaccarmi per non affondare e mi sono rimessa a lavorare sul mio sito. Se ricevessi un pagamento orario sarei ricca ormai!! Stachanov non era nulla in mio confronto, è vero che lui estraeva carbone (se la memoria non mi inganna) ed io uso le mani sulla tastiera, ma in termini di ore non siamo poi molto distanti.
Solitamente attacco alle 8 del mattino e finisco alle 19.30 con circa 1 ora di intervallo: se fosse un lavoro lo avrei rifiutato! Ed invece vado avanti, anche quando ci sn=ono i momenti in cui mi si chiudono gli occhi; apro quaderno vecchi di 40 anni, files vecchi di 15 e controllo online l’esattezza di quello che avevo scritto o cerco tra i libri di sotto.
È una cosa stranissima ritrovarmi tra le mani quaderni a quadretti, incollati tra loro fino a creare dei “libroni”, poi ricoperti da me con stoffa a quadrettini bianchi e blue e alla fine chiusi con dei lacci.!!
Rivedo la mia scrittura da ragazzina (orrenda anche allora direi), trovo i miei commenti alle frasi che gia’ allora copiavo, ricordo (qualche volta) l’episodio che stava dietro ad una citazione.
È veramente incredibile, come ero diversa ma in fondo uguale …. 40 anni sono passati: una vita. Eppure allora come oggi vivevo di sogni, di speranze, di desiderio di cambiare il mondo.
Allora ero “certa” di poterlo fare, oggi sono altrettanto certa del mio fallimento personale, ma continuo a credere che qualcuno lo cambierà, qualcono lo renderà migliore.
Alla mia età forse fare questo lavoro di ricerca materiale tra vecchi documenti forse non è la cosa migliore, soprattutto quando si soffre di depressione e si tende ad essere sempre più pessimisti.
Questo scavare nelle mie vecchie cose mi porta a riesaminare la mia vita, le cose che volevo realizzare e che non sono riuscita a fare, i sogni rimasti tali, le occasioni sprecate.
E di conseguenza quando distolgo gli occhi dal passato e li rimetto a fuoco nel presente, sento ancora più pesantemente la cappa di solitudine che mi avvolge.
Ma che vuoi farci? Io ringrazio il cielo di essere almeno riuscita ad attaccarmi a questo “fantasma”, il mio sito.
Riesco perlomeno a fare trascorrere il tempo, a dare uno scopo alle mie giornate.
Posso condividere gli spunti copiati dalle migliaia di libri che ho letto nel corso della mia vita e che hanno avuto un significato importante per me.
Mi pare di potere offrire qualcosa di prezioso al mondo….. un mondo che non ha volto per me e che probabilmente resterà avvolto nella stessa nebbia che avvolge la mia vita.
Non conoscerò mai chi per caso arriverà a leggere quanto metto nel mio sito, ma io potrò alzarmi al mattino con la speranza e la curiosità di scoprire se per caso qualcuno avrà lasciato un commento sulle mie citazioni o sulle poesie o risposto al blog o condiviso le mie foto lasciando un saluto.
Insomma per me è comunque uno stimolo a mantenere aperto uno spiraglio sul mondo fuori da qui, forse un tentativo a non lasciarmi andare e questo è importante per me.
Chissà perché, io credo ci siano tante persone che potrebbero avere voglia come me di un punto di ritrovo.
E io comunque ho lo scopo di fare conoscere attraverso il mio sito le cose che per me sono state importanti.
E quindi …. condividiamo le cose che amiamo, anche se solo a distanza.

Il coraggio di vivere

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Pubblicato il 11 gennaio 2012 - Categoria: Tanto per parlare
Orologio rotto

In una giornata tutto è cambiato e si è ritornati al solito tran tran.

Disfatti in poche ore tutti gli addobbi per le feste che con tanta fatica Elio ed io avevamo messo sapendo che Chiara ama l’atmosfera natalizia; riportati nel basement le scatole delle decorazioni, le carte per i regali e tutti i nastri e i fiocchi che per qualche giorno avevano dato un colore diverso alla casa.
Chiara stamani alle 5.30 è ripartita per Montréal ed insieme a lei si è spenta la casa. Realmente ho spento la stufa che scalda metà casa ed io sono tornata alle mie temperature semi glaciali (sui 13 gradi e anche meno in camera da letto). Resta al caldo la parte in cui Elio trascorre la maggior parte del suo tempo e in cui passiamo insieme il nostro tempo comune. Io sembro non sopportare assolutamente più le normali temperature, forse perché non si possono reggere salti troppo forti di temperatura tra il dentro e il fuori…. dentro sono gelata e senza vita e quindi per reggere debbo avere freddo anche fuori !!

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Che scivolare………

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Pubblicato il 3 gennaio 2012 - Categoria: Sfogarsi aiuta
Rosa, chiave e vecchiaia

Ed eccoci qui, finalmente si chiude un anno … ma per cosa visto che ne inizia un altro che non sarà differente dal precedente?
Mi sto perdendo nei meandri oscuri della mia mente, vivendo e rivivendo situazioni che non riesco a superare. Sembra quasi che io abbia scelto tutto questo come forma di autolesionismo, ma io non lo ho scelto! Lo vivo e basta.
Vorrei potermene liberare ma é come essere caduta nelle sabbie mobili: più ti agiti e più vai giù. E ne sono perfettamente cosciente, ma non ho la capacita’ o forse la forza, per cercare una via di scampo.

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E arriva di nuovo il Natale :(

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Pubblicato il 15 dicembre 2011 - Categoria: Sfogarsi aiuta
Il-colore-del-Natale

É proprio vero: il tempo corre e non si ferma per nessun motivo.
E cosí arriva dicembre con la sua obbligatoria atmosfera di feste e di gioia, di riunione familiare e .. “tutti buoni” intorno all’albero!
E se uno non si sente cosí? Che deve fare? La risposta a mio avviso sarebbe: << Sii quello che senti dentro>>.

 Ma invece non é mai cosí e non lo sarà nemmeno quest’anno. Quello che ho dentro non ha nulla di festaiolo o di luminoso: mi sforzo a vedere e creare le situazioni colorate e calde del Natale, ma io dentro non ho nulla del genere. In certi momenti sento e vedo solo il buio totale, altre volte mi sento solo circondata dalla nebbia. Ma nessuna di queste situazioni mi dà allegria. Solo che per Natale si deve essere allegri, avere espressioni felici, fare facce soddisfatte.
Vedete, io amo la sincerità e recitare non mi viene spontaneo. Probabilmente il vero motivo di una vita fallimentare, é proprio non essere mai stata capace di essere diplomatica e di fingere. Chissà perchè ero convinta che la sincerità fosse una virtù…. errore!!

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