



La poesia è il salvagente
cui mi aggrappo
quando tutto sembra svanire.
Quando il mio cuore gronda
per lo strazio delle parole che
feriscono, dei silenzi che trascinano
verso il precipizio.
Quando sono diventato così
impenetrabile
che neanche l’aria
riesce a passare.
…Esiste qualcosa di più grande e più puro
rispetto a ciò che la bocca pronuncia.
Il silenzio illumina l’anima,
sussurra ai cuori e li unisce.
Il silenzio ci porta lontano da noi stessi,
ci fa veleggiare
nel firmamento dello spirito,
ci avvicina la cielo;
ci fa sentire che il corpo
è nulla più che una prigione,
e questo mondo è un luogo d’esilio….
Interrogo la tristezza e scopro
che non ha il dono della parola;
eppure, se potesse,
sono convinto che pronuncerebbe
una parola più dolce della gioia.
Ecco una parola: io sono.
Una parola che significa
a volte nulla
a volte un infinito.
E un astronomo disse:
“Maestro, parlaci del Tempo”.
E lui rispose:
Vorreste misurare il tempo,
l’incommensurabile e l’immenso.
Vorreste regolare il vostro comportamento
e dirigere il corso del vostro spirito
secondo le ore e le stagioni.
Del tempo vorreste fare un fiume
per sostate presso la sua riva
e guardarlo fluire.
Ma l’eterno che è in voi
sa che la vita è senza tempo
E sa che l’oggi non è che il ricordo di ieri,
e il domani il sogno di oggi.
E ciò che in voi è canto e contemplazione
dimora quieto entro i confini
di quel primo attimo in cui le stelle
furono disseminate nello spazio.
Chi di voi non sente
che la sua forza d’amore è sconfinata?
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